Trieste: Ancora sulla questione Porto vecchio di Trieste

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La non partecipazione al voto del M5S sulla mozione presentata dalla maggioranza di centro sinistra (allargata ad Antonione e Bandelli) sul tema della sdemanializzazione del Porto vecchio di Trieste ha un significato più forte di un semplice voto contrario. Dobbiamo quindi confutare alcune interpretazioni fatte dagli organi di informazione locali.

Come abbiamo già detto nei giorni scorsi, il cosiddetto “emendamento Russo” è un provvedimento illegittimo e inopportuno. Non potevamo quindi partecipare al voto di un documento che richiamava, tra l’altro in modo palesemente non corretto, un emendamento illegittimo.

Siamo convinti che la strada intrapresa dal Pd locale sia completamente sbagliata perché non rispetta impegni internazionali che il nostro paese si è assunto con il Trattato di pace del 1947. Impegni ribaditi anche da una sentenza del TAR del 2013. Ci batteremo quindi sempre per il rispetto della legalità e contro questa operazione che altro non è che una grande opera di privatizzazione ai danni dei triestini.

Non vogliamo che il Punto franco nord rimanga un’area abbandonata a se stessa, ma le strade da seguire per rifar rivivere un’economia sana a Trieste erano altre. Prima di tutto bisogna dare una vera attuazione al regime di punto franco, così come previsto dalla legge 84/94 sulla portualità. Poi eventualmente si potrebbe allagare (e successivamente ridurre dove non serve) il punto franco in una zona portuale attrezzata di eguale dimensione a quella del Porto vecchio, un’area che attualmente a Trieste non esiste.

Paolo Menis
Stefano Patuanelli
portavoce M5S Trieste

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