Trieste, allarme lanciato dal MoVimento 5 Stelle: «Piano del traffico a rischio a causa delle manovre politiche del centro sinistra in vista delle elezioni comunali 2016»

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«La prossima campagna elettorale per il Comune di Trieste potrebbe mettere a rischio l’attuazione del “Piano generale del traffico urbano” (Pgtu). Entro il prossimo 7 luglio 2015 tutte le fasi attuative del Piano dovrebbero essere completate. In caso contrario, secondo la Direttiva del Ministero dei Lavori pubblici del 12 aprile 1995, tutto perde efficacia e l’intero iter deve ricominciare dall’inizio. Mancano meno di 6 mesi e finora è stato attuato circa il 10 per cento del Piano del traffico. Il nostro è un grido d’allarme e di preoccupazione rivolto al sindaco Roberto Cosolini e all’assessore Elena Marchigiani». I portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio comunale, Paolo Menis e Stefano Patuanelli, a Trieste oggi in conferenza stampa hanno lanciato un vero e proprio “S.o.s.” per evitare che dopo tanto lavoro l’intero progetto finisca nelle immondizie.

«Siamo perfettamente consapevoli che sul Piano del traffico insistano anche competenze non imputabili al Comune come, per esempio, il trasporto pubblico locale, ma questo non può essere un alibi per derogare la normativa e quanto deciso nel 2013 dal Consiglio comunale – hanno detto i due portavoce M5S -. Era inoltre risaputo che l’approvazione del Piano del traffico avrebbe sollevato alcune critiche, visto che coinvolge di fatto la totalità dei cittadini di Trieste. È bene ricordare che la giunta Cosolini fino a qualche mese fa ha sbandierato, a più riprese, gli effetti positivi della vasta partecipazione all’iter di approvazione del “Pgtu”. Ora è grave che, trascorsi due anni senza fare quasi nulla, tutto venga bloccato per paura di perdere consenso quando manca poco più di un anno alla nuova tornata elettorale».

La Direttiva del Ministero dei Lavori pubblici del 12 aprile 1995, al punto 5.4, prevede testualmente: “Successivamente all’adozione del Pgtu da parte del consiglio comunale, il Piano medesimo va portato in attuazione attraverso la redazione dei relativi Piani di dettaglio (Piani particolareggiati e Piani esecutivi) e la realizzazione degli interventi ivi previsti, secondo l’ordine stabilito nel loro programma generale di esecuzione, precedentemente approvato. Affinché il Piano non perda la sua efficacia, detta fase di sua integrale attuazione non deve comportare una durata superiore ai due anni, compresa la completa revisione ed eventuale modifica della segnaletica verticale ed orizzontale per l’intera area urbana (incluse tutte le strade locali)”.

«Questa Direttiva può essere derogata solo dai comuni con più di 300 mila abitanti e non è il caso di Trieste – rivelano Menis e Patuanelli -. È un vero peccato ed è anche disarmante che, dopo quasi due anni, sia stata attuata solo una minima parte del Piano del traffico che il MoVimento 5 Stelle – ricordiamo – aveva appoggiato in Consiglio comunale. Con questo “finale di partita” la giunta Cosolini da una parte dimostra la sua incapacità a gestire e superare rapidamente le criticità emerse e dall’altra svela tattiche politiche che contrastano nettamente con gli interessi dei cittadini. Senza scordare lo speco di denaro pubblico visti i costi già sostenuti finora».

«Sono almeno 8 mesi – concludono Menis e Patuanelli – che segnaliamo in Commissione VI questi rischi ma finora la giunta comunale ha fatto spallucce. Se le cose dovessero andare così – finale che noi non ci auguriamo – saremmo di fronte a una brutta pagina per Roberto Cosolini e per il suo esecutivo».

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