Terreno del sindaco, Bevilacqua denuncia i consiglieri comunali

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Riportiamo l’articolo apparso sul Piccolo del 19/11/2010 in merito alla denuncia portata avanti da Adriano Bevilacqua (http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2010/11/19/NZ_16_MIKY.html)

Da vertenza civile e amministrativa a problema di natura penale. Cresce d’importanza, almeno negli intenti di Adriano Bevilacqua, «cittadino che non accetta – ha detto – soprusi e ingiustizie di questo tipo», il tenore giuridico sulla querelle relativa all’acquisto effettuato, da parte del sindaco, Roberto Dipiazza, di un terreno nel rione di Guardiella, sulla base di una deliberazione del Consiglio comunale del dicembre 2006.
L’oggetto del contendere è un terreno in via Verga acquistato nel 2005 per 33mila e 50 euro, che fu poi incorporato qualche anno dopo in un altro appezzamento confinante e trasformato in area edificabile, prima di essere rivenduto a un prezzo complessivo di 370mila euro. Ad acquistarlo nel 2005 dal Comune da lui stesso guidato fu lo stesso sindaco Dipiazza.
Bevilacqua, che ha sottolineato anche ieri di «non appartenere ad alcuna formazione politica» e di essere motivato dalla sola «esigenza di vedere tutelato il pubblico patrimonio», aveva già diffidato, a metà luglio, tutti i consiglieri comunali, a suo avviso ritenuti a vario titolo corresponsabili della vendita, «perché hanno votato a favore, con due sole eccezioni, quelle di Everest Bertoli e di Tarcisio Barbo», fissando un termine per una riposta.
«Quando questa mi è arrivata – ha sottolineato ieri Bevilacqua – ho verificato che i consiglieri comunali non si ritengono responsabili di nulla, si rifiutano di adottare un provvedimento di revoca, limitandosi a firmare un atto privato collettivo, nel quale affermano la loro incompetenza a decidere. A mio avviso – ha evidenziato Bevilacqua – siamo al cospetto di una vera e propria omissione d’atti d’ufficio, perché non hanno avuto il coraggio di intervenire. Ho perciò deciso – ha proseguito – di inoltrare alla Procura della Repubblica un esposto denuncia nei confronti del sindaco e di tutti i consiglieri comunali che hanno votato a favore della delibera con la quale si è autorizzata la vendita».
Bevilacqua ha ricordato che accanto a lui sono sensibili allo sviluppo dell’esposto l’associazione Greenaction «e tutti coloro che ritengono che i consiglieri comunali devono essere i tutori del patrimonio pubblico».
L’autore dell’esposto si è anche chiesto il motivo per il quale «nessuno, nemmeno l’Avvocatura comunale, si è accorto che si stava concretizzando una grave violazione delle norme in essere».

1 commento

  1. Spettabile Redazione de “Il Piccolo”

    Chiedo con la presente, appar Legge sulla stampa, la rettifica dell’articolo da Voi pubblicato a pag. 16 de “Il Piccolo” di oggi, 19 novembre 2010, intitolato “Terreno del sindaco, Bevilacqua denuncia i consiglieri comunali”, in quanto per un evidente refuso redazionale vi sono contenute delle inesattezze che travisano il senso stesso dell’articolo.

    Per la comprensione dell’esposto da me presentato alla Procura della Repubblica, pertanto, Vi prego di voler puntualizzare quanto segue:

    1) A seguito della mia diffida agli attuali consiglieri comunali ad annullare con apposito provvedimento amministrativo la cessione del terreno comunale al sindaco Dipiazza tutti i consiglieri comunali, con la sola eccezione dei consiglieri Everest Bertoli e Tarciso Barbo, mi hanno inviato un documento nel quale, senza produrre alcuna esplicita motivazione, hanno testualmente scritto: “Esaminato quanto da Lei scritto in data 13 luglio 2010 [P.G. 115284] e la nota dd. 31 agosto 2010 [P.G. 139929], inerenti entrambe all’oggetto, acquisiti i necessari elementi di conoscenza in merito, si ritiene non sussistano i presupposti per porre in essere quanto da Lei richiesto.”

    2) La mia diffida ad annullare con apposito provvedimento amministrativo la cessione del terreno comunale al sindaco Dipiazza è stata fatta agli attuali consiglieri comunali, e non già a quelli che a suo tempo avevano deliberato tale vendita, perchè tale atto compete per legge esclusivamente ai consiglieri comunali che sono attualmente in carica.

    3) In buona sostanza, quindi, gli attuali consiglieri comunali, con la sola eccezione dei due su nominati consiglieri, hanno ricusato di adottare un formale provvedimento amministrativo, risolvendosi a formare in vece di questo un atto privato collettivo – ancorchè redatto su carta intestata dell’amministrazione comunale – con il quale affermano la propria incompetenza a decidere.

    Ringraziando per la pronta pubblicazione, porgo distinti saluti.

    Adriano Bevilacqua

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