Strozzatura dei pozzi artesiani della Bassa, M5S ribadisce la propria contrarietà. Sergo: «Quali sono i veri motivi dietro a questa scelta impopolare?»

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«Oggi sono stati ascoltati in IV Commissione i primi firmatari delle petizioni presentate il 16 dicembre scorso in Consiglio regionale sul tema della strozzatura dei pozzi artesiani della bassa pianura friulana. In un anno molte cose sono successe ma un fatto rimane inalterato: la giunta Serracchiani non ha voluto ascoltare né i cittadini, né i sindaci, né i consiglieri regionali che in maniera bipartisan si sono fatti portavoce di un sentire popolare tanto chiaro quanto inattaccabile». Il portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Cristian Sergo, punta ancora una volta il dito contro l’esecutivo regionale.

«Già un anno fa, come MoVimento 5 Stelle, avevamo sollevato le nostre perplessità sulla strozzatura delle fontane in IV Commissione, ma eravamo convinti che il dialogo e il confronto con cittadini e sindaci della Bassa sarebbero stati sufficienti a far cambiare idea alla giunta. Invece, dopo dodici mesi, il famigerato articolo 50 è stato sì cambiato, ma in peggio – attacca Sergo -. Non crediamo sia sufficiente stralciare solo un comma del nuovo articolato per risolvere la situazione. È tutto il testo che va rivisto e corretto. Così come – aggiunge – va rivisto l’articolo che vorrebbe installare i misuratori della portata prelevata (leggasi contatori) su tutti i punti di prelievo della Regione».

«Oggi c’è anche un elemento in più da tenere in considerazione: sono gli stessi sindaci a mettere in discussione persino i metodi scientifici utilizzati dalla Regione per avvalorare le proprie tesi e chiedono che le analisi siano effettuate da altri soggetti – sottolinea il portavoce M5S -. Così come si chiede – sulla scia di una nostra proposta – che al tavolo di lavoro sulla strozzatura dei pozzi siano presenti anche i Comitati della Bassa Friulana».

«Inoltre, chiediamo al presidente del Cato, nonché sindaco di Fiumicello, Ennio Scridel, che venga tolto dal Piano d’ambito del Cato il progetto di estendere l’acquedotto anche nei comuni della Bassa Friulana che oggi ne sono sprovvisti, in quanto usufruiscono dei pozzi artesiani come unica fonte di approvvigionamento. Lo stesso sindaco ha dichiarato che tale opera non ha senso e non è economicamente sostenibile – rimarca Sergo -. Allora non capiamo perché debba essere presente nel Piano d’ambito».

«Se è vero che tale opera non verrà mai costruita fintanto che il Cafc rimarrà gestore, è altresì vero che in caso di cambio di gestione e di arrivo di qualche multiutility (magari emiliana che ha già acquisito altri gestori in Regione) questa garanzia verrebbe meno. Il tutto – propone il consigliere pentastellato – può essere risolto con una variante al piano e una cancellazione dell’opera dal piano degli investimenti».

«Se davvero non ci sono altri interessi in ballo – conclude Sergo -, non capiamo cosa stia aspettando la giunta regionale per fare ciò che agli occhi di tutti appare come la scelta più logica. Ribadiamo pertanto la nostra contrarietà allo spreco della risorsa idrica, ma questo si può ottenere lo stesso senza dover strozzare tutte le fontane anche quelle ad uso domestico con le gravi conseguenze, anche ambientali, che ne potrebbero derivare».

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