Stefano Patuanelli (M5S) sul ricorso al TAR contro l’elezione di Marco Zullo all’Europarlamento

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    A seguito della successione di dichiarazioni e comunicati ripresi dalla stampa nazionale in ordine al ricorso al TAR presentato da una sedicente attivista del M5S, teso a verificare alcune preferenze non convalidate a favore di uno dei candidati della circoscrizione II Italia nord orientale del M5S alle recenti elezioni europee, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti meramente tecnici e procedurali.

    In primo luogo bisogna precisare che nessun risultato elettorale è ufficiale sino alla conclusione delle operazioni di scrutinio. Giulia Gibertoni non può aver ricevuto alcuna comunicazione dalla Prefettura, cui peraltro non compete la diffusione dei risultati elettorali, poiché è la Corte di Appello di Venezia che, attraverso i Carabinieri, notifica la convalida dell’elezione ai candidati eletti, una volta concluse le operazioni dell’ufficio elettorale preposto allo scopo e redatto il verbale apposito.

    Un tanto è avvenuto, con qualche giorno di ritardo rispetto alle altre circoscrizioni elettorali, proprio a causa delle verifiche, espletate prima della conclusione delle operazioni svolte dall’ufficio elettorale della Corte d’Appello, resesi necessarie per l’esiguo numero di voti di preferenza che distanziava due dei candidati (Marco Zullo, risultato eletto, e Giulia Gibertoni).

    Marco Zullo non ha chiesto e non poteva in alcun modo chiedere alcun riconteggio, poiché la procedura di spoglio semplicemente non lo prevede e, soprattutto, poiché in nessun momento poteva avere contezza dei dati che nel frattempo si andavano a delineare presso la Corte di Appello di Venezia.

    Va quindi ribadito, come già personalmente ho avuto occasione di fare in un post apparso sul blog beppegrillo.it, che è certamente spiacevole e censurabile che il sito del Ministero pubblichi dati che ad una prima lettura possono apparire come “ufficiali” prima che lo siano realmente, ma è del tutto evidente che la procedura che ha portato alla elezione di Marco Zullo è stata corretta sotto ogni profilo.

    Ritengo infine doveroso precisare che il ricorso al TAR non è un atto passivo mediante il quale si punta alla “verità” in nome della trasparenza, ma è un percorso giuridico attivo ove il ricorrente chiede di tutelare gli interessi specifici di un singolo soggetto. È del tutto evidente che il M5S, movimento per il quale vige il principio dell’“uno vale uno”, ove contano le idee e la partecipazione e non i singoli, non ha nulla a che fare con eventuali lotte di potere per una poltrona da europarlamentare, dalle quali peraltro Marco Zullo si è immediatamente sottratto.

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