Smog e coraggio

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Il triestino, di per sé, risulta essere tranquillo, protesta con ordine, non alza mai la voce, si attiene alle regole: risultato, forse, di un retaggio culturale asburgico e di un passato che ha segnato città e cittadini. Sta di fatto che quel cittadino continua a segnalare in tutti i modi possibili, ma sempre in maniera pacata, che in questa città vi sono momenti dove respirare diventa complicato.

Per l’ennesima volta, anche la settimana scorsa il sottoscritto e numerosi altri concittadini si sono dovuti rifugiare in casa, chiudere le finestre e telefonare allarmati alle varie istituzioni per segnalare la presenza del solito lezzo nauseabondo e sospetto. Succede ormai spesso che i Vigili del Fuoco debbano perlustrare i vari rioni per capire cosa stia succedendo, mentre molte associazioni, comitati, circoli e singoli cittadini denunciano ripetutamente il problema dell’inquinamento dell’aria.

Questo accade anche alla luce della palese diffusione di malattie respiratorie e tumori, per i quali Trieste detiene il primato nazionale per la mortalità femminile. Eppure, davanti a tutto questo educato parlare, nulla succede. Si chiede alla Ferriera se, per puro caso, siano loro con qualche «piccola combustione» a causare il miasma, ma no, assicurano; ci si chiede allora se la colpa non sia di qualche manutenzione sulle navi in area portuale, oppure del cementificio o dell’inceneritore. Mistero. Ed è così che ci si ritrova a vivere nel comune d’Italia con minore superficie verde urbana pro capite, con chilometri di costa inutilizzabili perché da bonificare e continue immissioni nell’aria di pericolosi agenti cancerogeni.

Si vorrebbe capire, allora, a chi vada addebitata la responsabilità di tale scempio: a chi inquina o a chi permette di farlo? Si vorrebbe che i dirigenti dell’Azienda Sanitaria, dell’Arpa, del Comune, della Provincia, della Regione e del Ministero dell’Ambiente fornissero risposte chiare e concrete alle domande dei cittadini, non solo chiacchiere e rimpalli di responsabilità. Se non sono in grado di risolvere questa situazione, cambino pure lavoro. E se invece, come temiamo, questo immobilismo fosse il frutto di precise volontà, abbiano almeno il coraggio di ammetterlo. Il per ora docile triestino ne trarrà le proprie conclusioni.

Gianluca Pischianz
Lista Civica TRIESTE 5 STELLE – beppegrillo.it

(intervento pubblicato su Il Piccolo il 19 agosto 2010)

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