Sistema sanitario, Ussai (M5S): «Dati alla mano la pediatria di Latisana lavora il doppio rispetto a quella di Palmanova. Questo servizio essenziale non può essere chiuso. Troppa leggerezza e superficialità da parte della giunta Serracchiani»

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Abbiamo analizzato l’attività pediatrica registrata nel 2014 negli ospedali di Latisana e di Palmanova. Ci siamo concentrati sull’attività pediatrica ospedaliera in senso stretto: visite urgenti, osservazioni di bambini instabili (cioè di bambini con problemi acuti instabili, per esempio, crisi respiratorie di varia natura, gastroenteriti e disidratazioni, traumi cranici da monitorare, fratture di arti che vengono ridotte in sedazione e che necessitano di monitoraggio successivo, ecc. che devono rimanere in ospedale sotto monitoraggio per un periodo da 6 a 36 ore nel reparto di pediatra e solo successivamente possono essere dimessi o ricoverati) e i ricoveri veri e propri, escludendo i ricoveri dei neonati sani. Si è scelta questa impostazione perché i dati riguardanti le visite programmate non sono significativi perché queste prestazioni vengono eseguite quasi sempre presso il pediatra di base e non presso le strutture ospedaliere.
Ricordiamo che la soppressione del Punto nascita porterebbe, di conseguenza, alla cessazione dell’attività dell’area materno-infantile ospedaliera che ha un importanza fondamentale perché risponde ai bisogni più urgenti della popolazione infantile.
Per dare una dimensione del problema e della richiesta di prestazioni da parte della popolazione (anche quella turistica), vi presentiamo i dati riguardanti l’attività dei servizi pediatrici di Latisana e Palmanova.
Pediatria di Latisana anno 2014
– ricoveri: 325
– prestazioni di Pronto Soccorso (visite urgenti): totale anno 4558
gennaio-marzo: 1049
aprile-giugno: 1246
luglio-settembre: 1213
ottobre-dicembre: 1050
– osservazioni temporanee: totale anno 229
gennaio-marzo: 54
aprile-giugno: 59
luglio-settembre: 65
ottobre-dicembre: 51
Pediatria di Palmanova anno 2014
– ricoveri: 238
– prestazioni di Pronto Soccorso (visite urgenti): totale anno 3207
gennaio-marzo: 783
aprile-giugno: 855
luglio-settembre: 631
ottobre-dicembre: 938
– osservazioni temporanee: totale anno 145
gennaio-marzo: 41
aprile-giugno: 41
luglio-settembre: 26
ottobre-dicembre: 37
L’attività della pediatria di Latisana nei confronti di quella di Palmanova segna pertanto un +36% per quanto riguarda i ricoveri, un +57% per le osservazioni temporanee e un +42% per visite urgenti di Pronto Soccorso.
Inoltre analizzando l’andamento dei dati trimestrali è evidente che nel periodo luglio-settembre, rispetto agli altri trimestri, Latisana nei confronti di Palmanova presenta un +18% per quanto concerne le visite pediatriche urgenti e un + 26% per quanto riguarda le osservazioni temporanee.
Al contrario a Palmanova nel periodo luglio-settembre si registra un decremento di attività del 26% per le visite urgenti e del 36% per le osservazioni temporanee.
I dati parlano chiaro: la pediatria di Latisana lavora molto di più di quella di Palmanova durante tutto l’arco dell’anno, registrando picchi di attività proprio nel periodo estivo. Fenomeno, quest’ultimo, che non può essere certo sostituito dalla Guardia pediatrica turistica, in quanto un parte dell’attività, come per esempio le osservazioni temporanee, può essere eseguita solo all’interno delle strutture ospedaliere.
Se mettiamo sulla bilancia i pro e i contro in tema di sicurezza per l’utenza dell’area materno-infantile, abbiamo:
Palmanova:
– più vicina ai centri Hub (Udine e Monfalcone);
– minore richiesta di prestazioni pediatriche (sia programmate che urgenti) in generale con ulteriore riduzione di richieste di prestazione durante il periodo estivo;
– migliore viabilità in termini di traffico e distanze per raggiungere i centri Hub;
– blocco parto da ristrutturare;
– maggior numero di parti, ma maggiore numero di professionisti, quindi uguale livello di expertise/professionista (vero indicatore di sicurezza)
Latisana:
– più lontana dai centri Hub (Udine) visto che Palmanova e S. Vito non costituiscono un punto di riferimento per l’utenza della zona;
– maggiore richiesta di prestazioni pediatriche in generale e soprattutto urgenti con ulteriore aumento di richieste di prestazioni urgenti durante il periodo estivo;
– pessima viabilità in termini di traffico e distanze per raggiungere i centri Hub;
– blocco parto nuovo e accreditato rispetto alle indicazioni delle linee guida;
– nuovo reparto materno-infantile già collaudato (solo da arredare);
– minor  numero di parti, ma minor numero di professionisti, quindi uguale livello di expertise/professionista (vero indicatore di sicurezza)
«Davanti a questi dati la giunta Serracchiani deve spiegare come intende affrontare la situazione quando verrà meno il Punto nascita e quindi anche il reparto di Pediatria di Latisana? Come saranno gestite le prestazioni urgenti e quelle complesse?» chiede il portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Andrea Ussai.
«Tra osservazioni temporanee e ricoveri, in un anno, dal polo latisanese dovranno essere trasferiti in altre strutture circa 500 bambini. Con che mezzi e personale si può garantire la sicurezza dei trasporti?» si chiede ancora Ussai. «Va ricordato – prosegue – che almeno una parte di questi casi, concentrati nel periodo estivo (e quindi di maggior traffico stradale), sono casi complessi ed urgenti. Chiediamo l’intervento dell’elicottero ogni volta per trasferirli? Affrontiamo l’autostrada con ambulanza dedicata e un pediatra a bordo? Abbiamo quantificato i costi e le ripercussioni sull’intera rete dell’emergenza? Abbiamo quantificato i rischi?».
«Non bisogna essere specialisti in pediatria per capire che la risposta che la Regione intende dare alla chiusura del Punto nascita e pediatria non è adeguata alle esigenze dell’utenza di quella zona e soprattutto non è sicura! – attacca il portavoce del M5S – La Regione deve  assumersi la responsabilità di dare un messaggio chiaro e inequivocabile alla popolazione dichiarando apertamente che i problemi acuti dei bambini (che ribadiamo rappresentano più del 80% delle prestazioni erogate dalla Pediatria Latisana e quindi facendo le debite proporzioni riguardano circa 500 casi) non saranno gestibili dall’ospedale di Latisana».
«Quindi “a monte” i genitori di quei “500 bambini” dovranno essere informati che non dovranno portare i loro piccoli in quest’ospedale. La cosa – già di per sé è di non facile attuazione sulla popolazione residente – diventerà pressoché impossibile da attuare nei confronti dei turisti, convinti che l’ospedale a ridosso della località turistica possa risolvere tutti i problemi sanitari dei bambini (dalla banale otite ai problemi più gravi, quali problematiche respiratorie o eventi traumatici di vario genere anche in evoluzione). Non dimentichiamoci, infatti, che Lignano e Bibione ospitano un turismo prevalentemente famigliare».
«Le conseguenze di tutto questo, in termini di sicurezza, di costi, ma anche a livello di immagine per la Regione, in questo momento non sono calcolabili. È possibile che tutto questo avvenga solo perché Palmanova registra 300 parti in più (e oltretutto di utenti non residenti in azienda)? Se facessimo deve valutazioni multidimensionali, il problema della sicurezza dovrebbe essere affrontato tenendo conto anche di questi aspetti. Noi del MoVimento 5 Stelle – conclude Ussai – siamo davvero allibiti per la leggerezza e la superficialità con cui un problema così delicato è stato affrontato finora dalla giunta Serracchiani».

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