Rimpasto nella giunta Serracchiani, Frattolin (M5S): «La solita spartizione di poltrone in barba alle competenze. Bisognava invece abbassare lo stipendio degli assessori e aumentare il numero dei componenti dell’esecutivo regionale»

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«Al di là del fatto il mondo intero ignorava le competenze del capogruppo del Partito Democratico Shaurli in un campo, come quello dell’agricoltura, di cruciale importanza nella nostra regione, a noi sembra la solita spartizione di poltrone». La portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Eleonora Frattolin, commenta così la cosiddetta “riassegnazione delle deleghe” all’interno della giunta Serracchiani.

«Come si legge sul sito del Consiglio regionale Shaurli ha infatti un diploma universitario in educazione professionale e ha avuto – poche – esperienze lavorative: animatore nei centri estivi, commesso e operaio estivo nelle aziende della sua zona. In seguito – aggiunge Frattolin – ha intrapreso la sua formazione come educatore nella cooperativa sociale Aracon, costruendosi una professionalità come consulente per le politiche sociali presso diversi enti locali. Niente a che fare quindi con l’agricoltura. Successivamente, dal 1999 e fino ad oggi – quindi per più di 15 anni – per “l’esperto di agricoltura Shaurli” solo politica, tanta politica!».

«Ovviamente, per non suscitare troppe polemiche, hanno nominato un politico di professione interno al Consiglio regionale, ma se la volontà fosse stata davvero quella di ottimizzare il lavoro contenendo le spese, avrebbero potuto abbassare lo stipendio degli assessori e aumentare il numero dei componenti dell’esecutivo regionale. Ad esempio – aggiunge Frattolin – sarebbe di urgenza vitale cominciare a gestire seriamente la delega per la montagna, che al momento rimane solo una tra le tante secondarie attività della presidente Serracchiani. Una sorta di “lustrino” per “Debby-tuttofare”».

«Il vicepresidente Bolzonello in cambio dell’agricoltura guadagna invece la delega alle politiche comunitarie. Quindi – sottolinea la portavoce M5S – l’agricoltura era una materia troppo complessa da seguire insieme alle altre attività produttive. Le politiche comunitarie, invece, sono meno impegnative!».

«Speriamo – ma sappiamo già che si tratta di utopia – che la logica di queste scelte non sia dettata sempre e solamente dagli equilibri di potere e dalla spartizione delle candidature in vista delle prossime elezioni».

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