Riforma sanitaria, Ussai (M5S): «Fra il punto nascita di Palmanova e quello di Latisana la giunta Serracchiani decida pensando al bene dei cittadini»

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«La giunta Serracchiani non ha ancora detto quale punto nascita, fra Latisana e Palmanova, finirà per sopravvivere. Nelle schede sugli standard dell’assistenza ospedaliera, per quanto riguarda ostetricia e ginecologia, si legge infatti che “la degenza e il punto nascita sarà garantito in una sede” senza specificare però quale delle due strutture sarà graziata. Bene, è venuto il momento che chi governa questa Regione faccia una scelta chiara, assumendosi tutte le responsabilità del caso. Guai se si volesse demandare ai tecnici questa decisione in una fase successiva». Il portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Andrea Ussai, commenta così il silenzio assordante della giunta Serracchiani su uno dei tanti punti critici della recente riforma sanitaria.

«La nostra speranza – aggiunge Ussai – è che, una volta tanto, prevalga il buon senso e che la decisione venga presa seguendo gli interessi del cittadino e non quelli della politica, visto che il sindaco di Latisana è di destra mentre quello di Palmanova è di sinistra. Il punto nascita di Latisana non raggiunge i 500 parti all’anno, mentre quello di Palmanova supera gli 800 – ricorda il portavoce M5S – ma non possiamo trascurare il fatto che quest’ultima struttura è molto distante dai grandi ospedali di riferimento, è vicina al Veneto e riveste un ruolo fondamentale per le centinaia di migliaia di i turisti che popolano Lignano nei mesi estivi».

«In tema di riforma sanitaria, il timore più grande di noi cittadini – spiega Giuseppe Sclosa del Meetup Movimento Bassa Friulana Ovest – è che i criteri di scelta seguano più le consuete logiche di tornaconto elettorale, già viste nel passato, che aspetti di evidente buon senso quali la dislocazione geografica degli ospedali, l’impatto sociale sui residenti, l’attrazione extra regionale, lo sviluppo economico e la nuova riorganizzazione delle aziende sanitarie».

«Nello specifico, l’ospedale di rete di Latisana, visti i raggiunti standard di efficienza, riteniamo debba mantenere l’attuale attività a fronte anche dell’irrinunciabile ruolo svolto nei mesi estivi a favore dell’enorme presenza stagionale di turisti a Lignano e Bibione, confermata dall’alto numero di accessi al pronto soccorso che lo collocano come prestazioni al quarto posto in regione. Esso rappresenta, infatti, un presidio raggiungibile in tempi sufficientemente rapidi nei casi d’urgenza, al contrario di Udine e Palmanova, collegati da una viabilità assolutamente congestionata durante i mesi estivi e, in particolare, nei fine settimana».

«Segnaliamo inoltre che la vicinanza col Veneto genera già una fuga di prestazioni e che un’errata riorganizzazione della struttura ospedaliera potrebbe aumentare questo saldo negativo per la spesa sanitaria; viceversa – aggiunge Sclosa – questo trend potrebbe essere positivamente invertito se si tiene conto del prossimo forte ridimensionamento previsto per il nosocomio di Portogruaro che potrebbe favorire un flusso importante verso il latisanese. Tutti questi aspetti non possono che confermare decisamente la necessità per Latisana del mantenimento, in particolare, di un dipartimento materno – infantile, che già offre un elevato numero di prestazioni pediatriche, persino superiore a quelle effettuate a Palmanova, e di un punto nascita che, recentemente ristrutturato, risulta essere del tutto speculare dal punto di vista normativo e organizzativo a quello di Palmanova, e può sin d’ora – conclude Sclosa – sostenere un forte incremento di parti che possono arrivare da tutta la bassa friulana e dal vicino Veneto orientale».

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