Riforma sanitaria a Gemona del Friuli, crescono i dubbi del MoVimento 5 Stelle: «Le lacune sono troppo evidenti»

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«Lo scorso 1 agosto il MoVimento 5 Stelle di Gemona, insieme al consigliere regionale e vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Andrea Ussai, ha effettuato un sopralluogo presso la medicina, l’Rsa, il pronto soccorso dell’Ospedale S. Michele di Gemona del Friuli e la sede del distretto, visitando il centro diurno e parlando con i dipendenti per capire la realtà territoriale.

«L’impressione che ci siamo fatti – affermano gli attivisti M5S – è che l’attuale riforma, proposta dalla giunta Serracchiani, presenta lacune importanti. Il territorio non è pronto a fare fronte al flusso di utenza che potrebbe derivare da un ulteriore ridimensionamento dell’ospedale. All’interno della riforma non ci sono poi dati concreti su una pianificazione responsabile e programmata verso tale cambiamento».

«Inoltre, le statistiche prese in esame non tengono assolutamente conto della distribuzione della popolazione e delle caratteristiche fisiche del territorio. Sarà necessaria, pertanto, una condivisione equa delle risorse sanitarie, che tenga conto anche degli “indici di morbilità”, cioè del numero dei casi di malattia registrati durante un periodo dato in rapporto al numero complessivo delle persone prese in esame».

«Per quanto concerne, poi, il Pronto soccorso sappiamo che già ora abbiamo un “pronto soccorso declassato”, ma ci sembra condivisa la necessità di mantenere un punto di riferimento h 24 per garantire un livello di sicurezza adeguato sul territorio, senza dover subire ulteriori depauperamenti – affermano gli esponenti del MoVimento 5 Stelle -. La medicina di Gemona, inoltre, ha 50 posti letto occupati mediamente per il 98%. Nel “Piano attuativo locale 2014” era stata segnalata la necessità di mantenere aperto il reparto considerando il numero elevato di ricoveri. È pertanto lecito chiedersi dove questi verranno deviati, considerando che in tutti i reparti di Medicina sussiste la medesima situazione».

«I dati oggettivi rilevati, inerenti il “week-surgerydi Gemona, infine, indicano questa sede come struttura più idonea per il mantenimento di tale servizio, in quanto a San Daniele il reparto deve essere ancora realizzato e l’ospedale di Gemona è baricentrico rispetto al territorio servito».

«Apprendiamo con piacere – aggiunge il consigliere regionale Ussai – che la presidente Serracchiani ha voluto ascoltare – dopo quasi un anno dalla richiesta di audizione – il comitato “la Cicogna” che da molto tempo lotta per la difesa dell’ospedale. Adesso però, anche a seguito della promessa fatta sul mantenimento provvisorio del Pronto Soccorso sulle 24 ore e del reparto di Medicina ci auguriamo che il confronto e l’approfondimento sulla riconversione della struttura ospedaliera possa avvenire nelle sedi istituzionali e che queste “promesse estive” – conclude il portavoce M5S – non siano esclusivamente finalizzate a prevenire le proteste della popolazione o a prolungare l’agonia di un pronto soccorso e di un ospedale dal destino già segnato».

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