Quel Partito DEMOCRATICO che sulla TAV non ammette discussioni – Comunicato Stampa dd 05 agosto 2011

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Ieri sera (4 agosto) in Consiglio comunale, grazie ad una mozione
presentata da Andolina (FdS) alla quale abbiamo allegato un emendamento
(consultabile all’indirizzo
http://files.meetup.com/207586/20110804-mozione-tav.pdf), avremmo dovuto e
voluto discutere della TAV.

Non ci è stato consentito di farlo in quanto il consigliere Coloni (PD) ha
proposto di sospendere i lavori e di andare tutti a casa. Proposta
scellerata, condivisa da Idv, Cittadini e Trieste Cambia (contrari invece
Sel e FdS).

Prendiamo atto con rammarico dell’incapacità o della volontà del PD e di
una parte della maggioranza ad affrontare uno dei temi più importanti per
la nostra città.

Paolo Menis
consigliere comunale
gruppo “moVimento 5 stelle Trieste”
lista civica Trieste 5 stelle – beppegrillo.it
Stefano Patuanelli
consigliere comunale
gruppo “moVimento 5 stelle Trieste”
lista civica Trieste 5 stelle – beppegrillo.it

32 Commenti

  1. Noi del rio Martesin conosciamo molto bene il problema Tav, ovvero buchi sotto la terra.
    Se un giorno dovesse malauguratamente aver nascita il progetto alta velocità, sarà la Città perforata in largo e lungo, da Prosecco vicino al Faro della Vittoria, due gallerie di sicurezza dentro il monte di Scala Santa, salita di Gretta , Stazione centrale, via Romagna sino a raggiungere e devastare la val Rosandra.
    Simile porcheria veniva proposta dalle destre di allora ma non disprezzata dalla sinistra( Illy non volle mai sottoscrivere un impegno di ripudiazione al progetto legge obbiettivo Berlusconi)con il nome altisonante di Intervalliva, ovvero il famigerato Bucone. Anche a quel tempo le talpe di Lunardi protette da tutti politici. Un progetto folle per i costi, per le pendenze,per la manutenzione costosissima e la fruizione a pedaggio, distruttivo perchè nei rioni periferici della città sarebbero state lesionate o demolite centinaia di case. In rio martesin venivano abbattute le case ater, sei sette casette compresa la mia allora appena completamente ristrutturata con enormi sacrifici.
    Un paese che resterà per un decennio se va bene in recessione, una città abitata da vecchi che a breve se ne andranno lasciandola nelle mani dei fantasmi, un porto abbandonato dal 1917, una ferrovia sotto usata e una chiusa per mancanza di traffico, ha urgente bisogno della alta velocità?, per fare cosa? Abbiamo bisogno di risparmiare, di andare nuovamente piano per poter capire l’essenza della vita, la bellezza della natura. Questo non è sviluppo ma è lucro, non ne abbiamo bisogno.

  2. Naomi BloomApril 6, 2009 02:35 Ray, Great discussion. But I’d love you to csdioner the broader issues of total cost of service delivery and total cost to achieve the relevant business outcomes. Your discussion stops where the business applications leave off, but the customer is concerned with getting their processes accomplished and their businesss outcomes achieved. Obviously, the greater the level of automation, the closer TCO gets to TCSD and then TCBO, but today’s world rarely provides that level of automation to significant business processes. This broader context lets you then add various outsourcing options to the TAV analysis above so that, finally, we can have a reasoned discussion of how BPO compares to multi-tenant SaaS compares to licensed/on-premise etc.

  3. Nessuna meraviglia, in verità. Basta vedere cosa ripete da anni, a proposito di TAV, l’on. Serracchiani (che è pur sempre la segretaria regionale del PD), con il suo collega on. Costa.
    Senza dimenticare cosa dissero e soprattutto fecero – pochi anni fa – sulla TAV in Friuli Venezia Giulia i vari Sonego, Travanut, Zvech, ecc. (sotto lo sguardo vigile di Illy), all’epoca di una Giunta e di una maggioranza regionale di cui peraltro faceva parte anche il PRC di Andolina.

  4. Vi allego la nota che mi ha mandato Marino Andolina sull’episodio
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    Carissimi
    vi propongo alcune considerazioni sul voto di ieri sera con cui la maggioranza del centro sinistra ha impedito la discussione su di una mozione del sottoscritto sulla TAV.
    Avevo proposto la mozione come urgente durante la fase più calda dei fatti della ValSusa, ma i capigruppo non la avevano considerata urgente e rimandata alla “commissione competente”. Gli uffici comunali hanno poi definito “competenete” la commissione capigruppo….(!) che ha finalmente messo all’ordine del giorno di ieri la mozione in coda a tutte le altre. Il Movimento 5 stelle Trieste ha proposto un emendamento alla mozione, aggiungendo l’impegno per il sindaco ad evitare di inserire il percorso della TAV nella prossima variante urbanistica.
    Durante le ore di discusione di altre mozioni ho constatato con stupore che molti consiglieri e qualche assessore venivano in pellegrinaggio da me per chiedermi di ritirare la mozione, con la non tanto velata minaccia di votare contro o di fare in modo che non fosse discussa.
    Alla fine, alle 22.30, la mia mozione sarebbe stata l’ultima a essere discussa, ma il capogruppo del PD Coloni ha chiesto con mozione d’ordine “vista l’ora tarda” di sospendere la seduta. Si trattava di non più di 10 minuti di pazienza, ma evidentemente non era un problema di fatica che ha indotto gli amici del PD a chiudere la discussione.
    Ora devo constatare con pena che all’interno del consiglio comunale esiste già una frattura tra chi è contrario la progetto dell’Alta Velocità (il voto favorevole alla discussione era anche quello dei compagni di SEL e del Movimento 5 stelle) e la maggioranza del centro sinistra. Che questa posizione fosse propria della minoranza del centro destra mi sembrava “fisiologico”; ora costato con molta preoccupazione che anche nel centro sinistra c’è chi non si scandalizza se un progetto di grave impatto ambientale passa sopra le teste dei cittadini compattamente contrari.
    Se posso ricordare Brecht con la le sue parole: all’inizio vennero a prendere gli zingari e io non dissi niente, poi presero gli ebrei e io non protestai, poi i comunisti e gli omosessuali…ora vengono da me e non c’è nessuno a protestare. Oggi si vuole tacere sulla Val di Sussa, domani chi difenderà Trieste ed il suo Carso?
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