Punti franchi, Menis e Patuanelli (M5S): «Dopo le parole di D’Agostino eravamo convinti di un ravvedimento da parte del centrosinistra triestino ed invece siamo rimasti puntualmente delusi»

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«Errare è umano, perseverare è diabolico. E diabolici sono stati ieri sera i 14 consiglieri comunali del Pd (più Cesare Cetin di Trieste Adesso e Mario Reali di Sel) che hanno bocciato per la seconda volta la richiesta rivolta ai parlamentari locali di sollecitare il Governo italiano a emanare il decreto per l’organizzazione amministrativa dei punti franchi di Trieste, previsione contenute nella legge 84/94 sui porti.

«Anche su sollecitazione degli operatori portuali che spesso non sanno a quali normative far riferimento – spiegano Paolo Menis e Stefano Patuanelli -, il M5S Trieste aveva presentato a maggio 2013 una mozione per dare piena attuazione alla legge 84, atto che all’epoca fu bocciato dalla maggioranza di centro sinistra».

La settimana scorsa su questo tema è intervenuto anche il commissario dell’Autorità portuale, Zeno D’Agostino, che si è speso pubblicamente per la difesa delle prerogative del punto franco internazionale. E ieri sera in Consiglio comunale il tema è tornato di attualità con una mozione (in allegato, assieme all’esito del voto) presentata ancora a gennaio da Paolo Rovis (Ncd) e sottoscritta anche dal capogruppo M5S, Paolo Menis.

«Dopo le parole di D’Agostino – spiega Menis – eravamo convinti di un ravvedimento da parte del centrosinistra triestino, ed invece siamo rimasti puntualmente delusi. Solo le liste civiche di Roberto De Carli e Patrick Karlsen hanno capito l’importanza del tema e hanno votato con l’opposizione. Un’altra occasione persa per Trieste».

Menis e Patuanelli ricordano nuovamente che «l’applicabilità dei primi venti articoli dell’allegato VIII del Trattato di pace è stata riconosciuta anche dal Tar, ed è altrettanto chiara anche la legge 84/94 laddove fa salva la disciplina vigente per i punti franchi del porto di Trieste, demandando al Ministro dei Trasporti, sentita l’Autorità portuale competente, il compito di stabilire con proprio decreto l’organizzazione amministrativa dei punti franchi. Decreto appunto che non è mai stato scritto».

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