Progetti realizzati con fondi comunitari, Sergo (M5S): «Bene parlare delle iniziative di successo ma non dimentichiamo quelle che hanno sprecato risorse ingenti di denaro pubblico»

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«Recentemente la giunta regionale ha presentato a Udine le sei “best practicerealizzate grazie ai fondi comunitari del Psr. Una bella iniziativa senza dubbio che è giusto divulgare per far vedere che anche nella nostra Regione e in Italia sia possono creare iniziative di successo che portano a maggior occupazione, nonostante l’art. 18. Peccato però che non si voglia mai parlare delle “worst practice” ovvero di quelle iniziative che nel corso degli ultimi anni hanno interessato le Procure e la Corte dei conti, o – peggio ancora – di quelle che sono passate indenni ai controlli comunitari e della Regione, potendo sprecare così ingenti risorse di denaro pubblico». Il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Cristian Sergo punta il dito sui progetti finanziati dall’Unione europea che hanno finito per gettare discredito sul nostro Paese.

«Ricordiamo ancora i dati riferiti a due anni fa – sottolinea il portavoce M5S – quando vennero evidenziati dalle autorità di controllo ben 58 casi di alta “pericolosità” nella nostra Regione, per lo più dovuti al mancato mantenimento del vincolo di destinazione, false dichiarazioni in merito alle proprietà dei beni, mancato rispetto delle obbligazioni assunte, ma anche la violazione delle norme concernenti gli appalti. Ciò è dovuto alla polverizzazione delle iniziative che, essendo tante e di piccola entità, non vengono di fatto controllate».

«La Corte dei conti europea ha calcolato che l’Italia ogni anno percepisce illegittimamente 800 milioni di euro – aggiunge Sergo -. Tra il 1996 e il 2007, le stime parlano di frodi per – addirittura – quattro miliardi di euro. Di questi, almeno 1,2 miliardi sono finiti direttamente nelle mani delle organizzazioni mafiose. Di fronte a questi numeri – conclude Sergo – è giusto ricordare le iniziative migliori da cui prendere esempio, ma è altrettanto doveroso ricordare che sbagliando s’impara».

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