Burlo: oltre gli slogan, come garantire il suo futuro? – conferenza e comunicato stampa del 12 marzo 2011

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INTRODUZIONE AL TEMA: PAOLO MENIS, CANDIDATO SINDACO DELLA LISTA CIVICA TRIESTE5STELLE

Noi del movimento 5 stelle spesso veniamo tacciati di qualunquismo e di essere dei demagoghi ma a proposito del tema che trattiamo oggi in questa conferenza stampa ci sentiamo di dire che demagogia e populismo risiedono da altre parti.

Vogliamo fare chiarezza su un tema molto sentito in città, dicendo innanzitutto che la difesa della specificità e dell’autonomia del Burlo è questione molto diversa dal trasferimento “fisico” dell’ospedale in un altra zona della città.

La nostra lista vuole difendere il Burlo, vuole fare di tutto (per quanto di competenza del sindaco e di un’amministrazione comunale) per assicurare un futuro al Burlo e per garantire la sua specificità, autonomia ed eccellenza. Ma ci dobbiamo anche chiedere se il Burlo possa avere un futuro qualora le attrezzature e i medici dovessero rimanere all’interno dell’edificio di via dell’Istria. Una forza politica responsabile come la nostra si deve chiedere se la qualità dei servizi offerti da questo ospedale non possa aumentare se posto nelle vicinanze di un altro ospedale come quello di Cattinara.

A DIFESA DEL BURLO, OVUNQUE SIA: INTERVENTO DI STEFANO PATUANELLI, COORDINATORE DELLA LISTA CIVICA TRIESTE5STELLE

Noi vogliamo difendere il Burlo. Ma farlo significa difenderne l’eccellenza, la qualità, il funzionamento dei servizi sanitari. Che oggi si svolgono in una struttura obsoleta, inadeguata. I costi per la messa a norma, per gli interventi di adeguamento funzionale, per le manutenzioni ordinarie e straordinarie sono elevati.

La politica ha interferito in modo negativo sul mantenimento della specialità del Burlo, sul mantenimento dell’eccellenza. L’immobilismo generato attorno al nostro I.R.C.C.S. ha generato un allontanamento dei trasferimenti economici e uno stallo negli interventi di adeguamento: sulla base dell’assunto che “tanto il Burlo va a Cattinara”, ovviamente si sono limitate, quasi fino ad annullarle, tutte quelle opere che invece avrebbero dovuto e potuto essere eseguite per consentire agli operatori di lavorare in una struttura adeguata. Ma il Burlo, a Cattinara, deve andarci da quasi 20 anni…

Lo smembramento del Burlo non è legato in nessun modo al suo trasferimento in altra sede, che è necessario. Difendere il Burlo significa proteggerlo, ovunque si trovi. L’aver lasciato che fosse inserito in area vasta ha di fatto già significato permettere il suo declino. Ci si chiede dov’erano i Consiglieri Regionali Bucci, Tononi, Camber e Marini (tanto pronti a scagliarsi contro il tipicamente friulano della Barcolana), quando era il momento di difendere la specialità del Burlo. Ad oggi, di fatto, la Regione ha soltanto un I.R.C.C.S.: il CRO di Aviano.

Aver rallentato l’iter del trasferimento del Burlo da via dell’Istria, spesso con motivi pretestuosi e di dubbio interesse collettivo (si pensi alle modifiche imposte all’accordo di programma per il riordino della viabilità) ha invece influito sulle attività dell’Istituto

Come sempre accade, relegare l’informazione ai cittadini ad articoli di stampa e a stringati comunicati, senza organizzare incontri pubblici istituzionali e dibattiti tra i diversi portatori di interesse, contribuisce alla formazione di una opinione pubblica distorta e non basata sulla realtà dei fatti. Nell’immaginario collettivo il trasferimento del Burlo a Cattinara è visto come un accorpamento, ma così non è: nell’accordo di programma (che è ormai ben datato, poiché sottoscritto nel 2007) il Burlo, inserito in un ampio riassetto funzionale di tutto il polo di Cattinara, è ospitato in un edificio distinto (80.000 mc, 20.000 mq, su quattro piano con due interrati destinati a parcheggio).

I Consiglieri Comunali che saranno eletti tra in candidati della Lista Civica Trieste 5 Stelle anche su questo tema proporranno un ampio coinvolgimento della città e monitoreranno affinché, da un lato, il trasferimento avvenga in modi e tempi certi e nei budget di spesa previsti e, dall’altro, che il riuso dell’area di via dell’Istria non si risolva in una mera speculazione edilizia.

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