Mozione legittimità costituzionale “buona scuola” – Inetrvento Eleonora Frattolin (M5S)

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Qui di seguito il testo dell’intervento di presentazione della Mozione n. 139 sulla “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, letto in Aula questa mattina dalla portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Eleonora Frattolin.


Signor Presidente, colleghi consiglieri,

vi prego di ascoltare con attenzione e, qualora non l’aveste ancora letta, di leggere la mozione che trovate sui vostri banchi. In questa mozione sono indicati diversi profili di incostituzionalità contenuti nella legge n. 107, altrimenti detta “La buona scuola”, che le Regioni possono impugnare ricorrendo alla Corte Costituzionale, così come permesso dall’articolo 127 della Costituzione, essendo l’istruzione tra le materie di legislazione concorrente.

Non ci addentriamo quindi nella valutazione politica della legge 107, in merito alla quale noi come Movimento 5 Stelle abbiamo da tempo espresso tutte le nostre contrarietà (ma ricordiamo anche le manifestazioni di tutto il mondo della scuola, studenti, genitori ed insegnanti).

Oggi vogliamo soffermarci sulla legittimità costituzionale della legge.

In primo luogo, ci riferiamo ai commi 180 e 181 che delegano al governo la potestà legislativa in nove distinti ambiti dell’istruzione: deleghe vaghe in materie rientranti nella competenza legislativa concorrente.

Ulteriori profili di incostituzionalità riguardano la limitazione della libertà di insegnamento, la disparità di trattamento tra i docenti immessi in ruolo fino ad oggi e quelli che saranno immessi con la nuova legge, l’accesso alle procedure concorsuali aperto solo agli abilitati e non al personale già assunto a tempo indeterminato nelle scuole statali.

Una grave violazione del principio di uguaglianza formale e sostanziale dell’art.3 della Costituzione è la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei dirigenti scolastici, all’articolo 1, comma 73, che trasforma di fatto la scuola in un sistema arbitrario e clientelare.

Abbiamo poi la questione dell’alternanza scuola-lavoro, all’articolo 1, comma 33, dove si fa esplicito riferimento all’obbligo, e non alla mera possibilità, di svolgere delle esperienze lavorative (viene quindi leso il diritto al solo studio).

Ancora si va poi a ledere l’autonomia degli organi collegiali a favore di un organo monocratico, il dirigente scolastico: mentre prima il POF veniva adottato in maniera collegiale dal Consiglio d’Istituto, previa elaborazione del Collegio docenti sulla base degli indirizzi dello stesso Consiglio, ora il dirigente scolastico detta gli indirizzi e ha facoltà di respingere le elaborazioni del Collegio o le approvazioni del Consiglio non conformi ai suoi indirizzi. Il tutto in un palese annullamento della distinzione delle competenze che lede l’autonomia scolastica, nonché i principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione.

Da ultimo all’art.1 comma 44 il legislatore statale sembra andato oltre la sfera del dettato dei principi generali, addentrandosi in norme di dettaglio, andando molto probabilmente a toccare il riparto di competenze in materia di formazione professionale, materia nella quale le regioni hanno competenza esclusiva.

Vi chiediamo per questo motivo di votare favorevolmente questa mozione, approvata già dai consigli regionali di Puglia e Veneto, che impegna la Giunta regionale a promuovere la questione di legittimità costituzionale di tale legge, il cui termine di presentazione è il 13 settembre.

Riteniamo di trovarci davanti ad un altro caso dove l’autonomia e le competenze della nostra regione vengono sacrificate sull’altare delle riforme del governo centrale, in una materia che tra l’altro (a parole) dovrebbe essere oggetto di rinegoziazione con lo Stato in un futuro prossimo, per aumentarne e non diminuirne le nostre competenze.

Eleonora Frattolin
portavoce del MoVimento 5 Stelle
Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia

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