L’isola (ecologica) che non c’è

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Pubblichiamo l’articolo comparso sul Piccolo del 19/11/2010.

Il sistema a scomparsa interrato costerà 703mila euro, più del doppio del previsto.
Menis (grillini): «Spreco di risorse»
C’è ma non si vede. La prima isola ecologica del nuovo corso triestino sarà proprio quella ”fantasma” con cassonetti a scomparsa interrati di piazza della Borsa, per la quale si sta lavorando all’interno della maxiriqualificazione della piazza stessa. A febbraio infatti – stando alle indicazioni dei tecnici – all’ombra della statua di Leopoldo, a destra della corsia di scorrimento che s’immette su corso Italia, sarà pronta l’isola ecologica nascosta, sotto un’area lunga 25 metri, larga quattro e profonda quattro e mezzo, munita di una batteria di impianti di sollevamento per consentire ai camion di AcegasAps di svuotare un elettro compattatore scarrabile di 20 metri cubi per l’indifferenziata e quattro contenitori in acciaio zincato, tre da 3.200 litri per la carta e la plastica e uno da 3.000 per il vetro. Un’operazione mirata a eliminare «cassonetti in superficie, contribuendo alla salvaguardia dell’igiene pubblica delle zone centrali di pregio, nonché di tutela del decoro in un’area di grande flusso turistico», come recita una recente delibera con cui la giunta ha approvato una spesa di 225mila euro per il primo lotto funzionale dell’intervento. Un’operazione che però, come ammette al tempo stesso quella delibera, che «prevede l’esecuzione delle opere edili di fondazione di costo superiore a quello preventivato, perché la natura geologica del terreno è soggetta ad infiltrazioni d’acqua marina e risulta necessario consentire il normale flusso del traffico veicolare lungo la via pubblica adiacente». Morale: l’investimento dichiarato alla presentazione dell’opera – 319mila euro, pari ai 290mila più Iva al 10% per i «sistemi automatizzati» con «installazione» e «completamento» che comparivano in una delibera della fine del 2009, dove si parlava di 370mila euro compreso uno studio preliminare per la trasformazione della Tarsu in Tia – diventa con quest’ultimo provvedimento «una spesa complessiva di 703mila euro» a cominciare da «scavi, opere edili comprese strutture a protezione degli scavi stessi», che valgono 330mila euro, e da «fornitura e posa in opera di apparecchiature elettroidrauliche», voce da 188mila che con il 20% di Iva sale proprio a quei 225mila euro di primo lotto. Il candidato sindaco grillino, Paolo Menis, va duro: «Ci troviamo di fronte ad uno spreco di denaro pubblico se pensiamo che la nuova piazzola ecologica sarà composta da 4 cassonetti per la raccolta differenziata e da un elettro compattatore di 20 metri cubi per l’indifferenziato, equivalente a circa 7 normali cassonetti. Una virtuosa politica di gestione dei rifiuti non passa attraverso l’installazione di costose piazzole ecologiche, bensì dando il via ad azioni più incisive quali la raccolta porta a porta, la differenziazione del rifiuto umido e la diminuzione dei rifiuti conferiti all’inceneritore».

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