L’ipocrita balletto di Regione e Comune sulla Ferriera

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Ferriera di Trieste vista da Muggia, foto di Maura Bellanca
Ferriera di Trieste vista da Muggia, foto di Maura Bellanca

Lettera aperta ai Cittadini di Trieste dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Trieste

Come succede ormai da anni, anche in questi giorni assistiamo ad una nuova puntata del balletto di Regione Friuli Venezia Giulia e Comune di Trieste sulle questioni della Ferriera di Servola.

Sul Piccolo di venerdì 6 settembre il Governatore Massimiliano Fedriga si lascia andare a considerazioni come “…prendiamo atto delle sue (di Arvedi) difficoltà a far fronte a nuovi investimenti sull’area che risulterebbero antieconomici”, mentre il Sindaco mette giù parole “più dure”: “Abbiamo sempre affermato che l’area a caldo non è compatibile con la mutata sensibilità ambientale…”.

Ma il Governatore della Regione, Massimiliano Fedriga, sa che il diritto alla salute dei cittadini viene prima del diritto a guadagnare soldi degli imprenditori? Oppure pensa seriamente che la salute debba essere messa in secondo piano rispetto agli “investimenti… che risulterebbero antieconomici”? Siamo davvero governati da una persona che ha questo genere di impostazione nel gestire la cosa pubblica? Prima i soldi degli imprenditori privati, e poi, con calma, la salute dei cittadini?

E il Sindaco Roberto Dipiazza che parla di “mutata sensibilità ambientale”? Cosa è mutato, la tollerabilità alle spolverate di minerale, oppure alle particelle che si vanno a depositare sui balconi e nei giardini di Trieste, oltre che ovviamente nei polmoni di tutti i cittadini, oppure quella dei rumori che sono sempre, da più di quattro anni, sopra tutti i limiti di legge consentiti? Ma stiamo scherzando, Sindaco? Se qui c’è qualcuno che ha mutato la propria sensibilità è lei, che nonostante le promesse elettorali non ha ancora promosso un provvedimento che sia uno per far fronte all’emergenza inoppugnabile del continuo sforamento dei limiti di inquinamento acustico a cui un impianto come quello dell’area a caldo deve sottostare. Anzi, ha rifiutato di emettere l’ordinanza sindacale che avrebbe potuto chiudere l’area a caldo già un anno fa, nonostante ci fossero tutti i presuposti giuridici per farlo. Non contento, ha licenziato in Consiglio Comunale un Piano Acustico che viola la normativa nazionale, pur di consentire alla Ferriera di tirare a campare (la Ferriera, mentre tanti altri cittadini tirano a campare in ospedale, con tumori e disfunzioni respiratorie).

Quando poi si legge il capogruppo di Forza Italia in Comune, Alberto Polacco, affermare che “…l’ostilità percepita dalla proprietà non è altro che la fermezza con la quale l’amministrazione comunale prima e quella regionale a guida centrodestra poi stanno affrontando il tema” cadono davvero le braccia. Lui fa parte della maggioranza che ha votato il Piano Acustico Comunale che cerca, inutilmente, di permettere alla Ferriera di continuare a rendere la vita dei servolani impossibile, e della maggioranza che sostiene Fedriga, l’altro attore del sistema istituzionale che sarebbe potuto intervenire per tutelare la salute dei cittadini in sostituzione del Sindaco.

Poi abbiamo le dichiarazioni di autorevoli esponenti del PD, che dicono che “Arvedi ha ottemperato agli impegni” (Roberto Cosolini), quando questo è dimostrabilmente falso, e che “…la Regione ha acceso la miccia della crisi industriale e occupazionale più grave di Trieste da decenni.” (Debora Serracchiani), quando è stata proprio la Regione a guida Serracchiani a far riaprire la Ferriera ormai chiusa. Se invece di cercare il cavaliere bianco avesse avviato da subito le procedure di bonifica e riconversione, ora non saremmo a questo punto.

L’unica forza politica che ha seriamente cercato di far chiudere l’area a caldo della Ferriera in Friuli Venezia Giulia è il Movimento 5 Stelle.
E’ stato il Movimento 5 Stelle di Trieste che nel 2018 ha supportato una raccolta firme di cittadini di Trieste, con cui si chiedeva al Sindaco di emettere un’ordinanza sindacale di chiusura dell’area a caldo sulla base di quanto prevede la legge sull’inquinamento acustico. Richiesta che poi il Sindaco Dipiazza ha ovviamente disatteso.
E’ stato di nuovo il Movimento 5 Stelle di Trieste che nel 2019 ha fatto presente al Ministero dell’Ambiente che il PCCA poi approvato è palesemente in contrasto con la normativa nazionale in materia di inquinamento acustico. Sulla base di quell’esposto il Ministero ha interessato la Regione Friuli Venezia Giulia, in quanto competente in materia. E, ovviamente, la Regione non si è ancora pronunciata in merito, preferendo continuare la melina che l’ha sempre contraddistinta in materia di Ferriera.
E’ stato ancora il Movimento 5 Stelle regionale che sempre nel 2019 ha messo alle strette il Governatore Fedriga, chiedendogli di emettere un’ordinanza di chiusura dell’area a caldo della Ferriera, sulla base degli sforamenti dei valori di inquinamento acustico sempre superiori ai limiti di legge nonostante l’innalzamento dei limiti introdotto dal piano acustico comunale. E di nuovo, Fedriga ha fatto orecchie da mercante, non prendendo alcun provvedimento.

Oggi siamo alle comiche finali.
L’imprenditore Arvedi compra una pagina del Piccolo per dire, nero su bianco, il processo industriale che si svolge nell’area a caldo ha “…. la prospettiva di essere fermato nel prossimo futuro.” E chi dovrebbe fermarlo? Le istituzioni, ovviamente. Che hanno, viste le dichiarazioni scritte della proprietà, tutti gli elementi giuridici per farlo. E che tuttavia continuano a non farlo.

Questo la dice lunga sul vero atteggiamento che Comune di Trieste e Regione Friuli Venezia Giulia vogliono tenere nei confronti della Ferriera.
Non sarà che le notizie di questi giorni sulla prossima (prossima? quanto prossima?) chiusura dell’area a caldo non sono altro che un elaborato e concordato balletto per allarmare i lavoratori e le loro famiglie e far aprire il borsellino pubblico, in modo che il cristianissimo cavalier Arvedi possa uscirsene da Trieste con in tasca qualche spicciolo, invece che una serie di condanne per violazione della normativa sull’inquinamento acustico?

Questo è l’interrogativo che i cittadini di Trieste, e anche i lavoratori della Ferriera, potrebbero volersi porre, se il velo dell’ipocrisia con cui finora è stata avvolta tutta la vicenda venisse fatto cadere.

Gruppo Consiliare M5S Trieste

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