Lettera di un provinciale alla sua città

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Il mondo ha altre urgenze: fame ad Haiti, tzunami a Sumatra, blocco sociale in Francia, delitto di Avetrana.

Io che sono un provinciale preferisco le beghe domestiche: per esempio, che fine hanno fatto le ferrovie a Trieste? Di provinciale c’è tutto: dai comitati anti-TAV, all’assessore che sferraglia sui binari col ministro, alla seduzione della metropolitana leggera. Eppure a ben vedere tutto ciò riguarda come minimo due stati: Italia e Slovenia. Io avevo i miei vicini di casa che parlavano sloveno, forse è per questo che considero il mio provincialismo un po’ meno claustrofobico. La TAV dovrebbe collegarci in un paio d’ore a Budapest. Bella Budapest! Ci sono arrivato in bici da Vienna, e poi in una nottata di treno sono sceso a Opicina. Ecco che la prospettiva si allarga… Ungheria, Austria.

Dicono che le merci del porto potrebbero viaggiare meglio sui binari che già ci sono piuttosto che intasare coi tir la nostra provincialissima autostrada a 2 corsie, e raggiungere in poche ore Carinzia e Baviera. Già, la regione di Sissi e di quella festa di provincia dove ho bevuto qualche birra… la scorsa estate imbarcavano le auto sui treni speciali (tedeschi) per arrivare senza stress a Trieste Centrale, destinazione definitiva: Croazia. Quindi, se ho ben capito, stiamo parlando di ferrovie tedesche che spostano le auto per andare in Croazia passando per Trieste, di treni notturni che arrivano da Budapest e Lubiana passando per Opicina, di merci che sbarcano al porto e prendono la via dell’Austria e della Germania. Sarà che virtualmente Trieste non è poi così provinciale come sembra?

Ma io che ormai abito a Roma (in provincia) e arrivo a Trieste dopo 8 ore laceranti di guida non so se fra gli amministratori ci sia chi con i  fatti stia rendendo meno virtuale questa posizione. Eppure basterebbe poco, un cenno tanto per iniziare, senza dover aspettare 20 anni le linee ad alta velocità e altre promesse non mantenute. Quanto ci vorrà ancora per vedere Trieste collegata in due ore a Lubiana, in sei a Vienna, in sette a Budapest? Io un’umile proposta ce l’ho (confermata da SZ, Ferrovie Slovene), ma mi sono stancato di mandare mail agli interessati in Italia senza ricevere risposta. O forse ho sbagliato interlocutori. Aiutatemi voi. Sarà che sono un provinciale e non ho capito come gira il mondo.

Stefano Scarpa

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