Le ronde padane e gli ex fascisti

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L’azione di per se più simile ad una pallosa passeggiata in una calda serata di agosto che ad una spedizione alla “notte dei cristalli” intrapresa dal deputato Fedriga (mandato a Roma dalla segreteria leghista, non dai triestini), assieme all’ immancabile codazzo della servitù merita solo la considerazione dedicatagli dal “piccolo”: un cazzo di niente.

Tuttavia, sono d’obbligo alcune considerazioni, purtroppo non fare assolutamente nulla nei confronti di un azione di per se insignificante (vedremo perchè) può essere interpretato come un segnale di codardia da chi spera che il botto innocuo di un petardo abbia la stessa potenza devastante di un autobomba; “opponiti agli inizi”, Nietzsche.

La vergognosa scarpinata notturna dei padani, corpi e cervelli estranei alla nostra città ed alla nostra cultura e tolleranza (l’ immaginaria padania, grazie a Dio, finisce sul Isonzo, a Trieste vive di luce riflessa) dev’essere un eccezione: a Trieste, infatti non esistono affatto zone d’ extraterritorialità malavitosa come a Milano, Padova, Brescia ecc. dove neppure le forze dell’ ordine osano avventurarvisi e dove vige uno status quo: (voi rimanete a spacciare ed a sfruttare entro quel perimetro, noi vi lasciamo in pace, basta non rompiate le balle al di fuori del tracciato accordato), qui da noi quelle sfortunate che si prostituiscono sono ragazze di passaggio, disgraziate e disperate nell’ attesa di approdare verso lidi più redditizi, le quali, però, poi assai spesso finiscono in mano a bestie che le riducono a larve umane.

A proposito, Fedriga: quante escort (per chiamarle come sono abituati a farlo i tuoi alleati Ghedini & company), avete incontrato? Tre? Quattro? Io credo nessuna… La tua, Massimiliano, non è stata “un ‘ iniziativa forte”, l’unico rischio che avete corso è stato calpestare una merda di cane… http://www.repubblica.it/politica/2010/02/15/news/scrittrice_albanese-2292563/

E’ facile, è assai comodo e non si rischia proprio nulla fingendo di risolvere problemi inesistenti: in questa strategia (far credere ci siano pericoli per gli “indifesi” triestini, dove non ci sono affatto) rientra pienamente l’ipocrita soddisfazione del “circoscrizionalista” ex fascista Polacco, il quale ha potuto tirare un sospiro di sollievo per l’ accensione dell’ illuminazione pubblica nella zona Campo Marzio – viale Romolo Gessi, laddove – a suo intendere – con il calar delle tenebre, avvenivano “incontri equivoci” (qui il senso della definizione “equivoco” sfugge a chi l’ ha pronunciato, infatti, finchè non si sconfina negli “atti osceni in luogo pubblico”, due adulti, in Italia, ed anche a Trieste, possono incontrarsi tranquillamente dove vogliono e quando vogliono)… Ora sfido chiunque, a memoria d uomo, a riesumare un episodio di cronaca nera sia pure di lievissima entità avvenuto da quelle parti; illuminare zone buie è un compito rientrante nella normale amministrazione, per dei normali amministratori comunali.

Sullo sfondo di tutto ciò, con in primo piano le (non) azioni di Fedriga e di Polacco, c’ è solo questo: a Trieste, è deprimente constatarlo, conta solo la sia pur minimalista coreografia, questi due casi di squallido “law and order” a vuoto e non richiesto ed eventualmente di competenza dei Carabinieri e della Polizia, ne sono la prova scientifica, i veri problemi della città non vengono neppure presi in considerazione da coloro i quali si ritengono capi popolo (del nulla); memorabile, in tal senso, fu la battaglia dell’oggi “dissenziente” Bandelli, il quale mise in moto tutto l apparato burocratico e poliziesco del Comune per prendersela con un povero clochard semi stanziale in Piazza Venezia; il risultato fu un boomerang per il zelante politico professionista: una civile rivolta dei triestini contro quello che fu interpretato per ciò che era: un sopruso ributtante, ed a rovinare di brutto la bellissima piazza, fu proprio lui, Bandelli, ponendovi quei scomodissimi, orripilanti ed antistorici cubi di pietra, in sostituzione delle belle e normali panchine, non sia mai che qualche barbone vi si distenda!

Alessandro Giombi
Lista Civica TRIESTE 5 STELLE – beppegrillo.it

(intervento pubblicato su Il Piccolo il 20 agosto 2010)

1 commento

  1. Superlativo descrizione della “ipocrita Trieste”, chissà se questi “eroi” si diletteranno un giorno di rondare le abitazioni tipo villa certosa… sembra che di lì passino molte più donnine allegre da “redarguire” :-O

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