“Le energia nascoste” di Gianluca Pischianz

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LE ENERGIE NASCOSTE
 
La crisi è arrivata e continua a ristagnare nelle nostre vite, è già successo e probabilmente succederà ancora. E’ il gioco dell’economia che noi conosciamo e come sempre in questo gioco difficilmente chi tiene il banco perde veramente: la costante è che ogni volta a farne le spese è la grande massa della popolazione.Così chi tira i fili nelle città , nelle nazioni e nel mondo utilizza ormai un sistema collaudato che è quello prima di impaurire e rendere fragili i cittadini, poi di consolare promettendo cambiamenti epocali ed infine ritornando ai livelli precedenti.
 
Il detto “si stava meglio quando si stava peggio” ritorna puntuale ad ogni generazione. Così mi sono chiesto se in effetti la svolta di cui si parla questa volta avverrà veramente; ed io credo che le cose potranno cambiare semplicemente se ci informeremo un po’ di più. Un esempio potrebbe essere quello di capire come le energie potranno influenzare il nostro futuro, dopo anni di ritardo parole come eolico, geotermico e fotovoltaico incominciano ad entrare nelle nostre case, mostruosamente in ritardo in una nazione che ha scelto di non volere il nucleare, scelta che oggi ci viene fatta percepire come irresponsabile e che invece così non è. Basta informarsi un po’ di più e riflettere.
 
In questi giorni ho assistito a due conferenze, una organizzata dalla Provincia all’Area di Ricerca ed una realizzata dalla lista civica Trieste 5 stelle alla libreria Lovat: Nella prima si voleva presentare ai cittadini il progetto di Gas Natural sul rigassificatore di Zaule. Ebbene, il video è visibile in rete e penso che da solo possa chiarire se è o meno il caso di affidare la sicurezza della nostra città a queste persone: una conferenza senza possibilità di contraddittorio, nella quale ho sentito parlare di effetto domino, di esplosioni sino al palazzetto dello sport, di blocco delle attività nautiche nel porto, tutte domande che ci spaventano e che hanno avuto una risposta da parte di Gas Natural.
 
Nella seconda si è parlato di fusione nucleare fredda, argomento che qualche anno fa aveva riempito il mondo con una speranza di energia pulita per tutti a bassissimo costo e poi era scomparsa, ebbene sembra che con mille difficoltà qualche scienziato affermato abbia continuato la ricerca ed oggi ne viene confermata la validità scientifica. E qui ho sentito parlare di batterie che test matematici confermano durare per 500 anni al costo di 300 euro, di utilizzo di nichel che non produrrà scorie, ma si trasformerà in rame, di energia illimitata per tutti a costo bassissimo.
 
Fantascienza? Non lo so, ma sembra che nel giro di qualche anno questo sogno diventerà realtà e quindi potremo giudicare. Ecco: credo che per parlare di cambiamenti epocali chi ci ha governato e chi ci governa oggi dovrebbe dimostrare con i fatti di sostenere questo tipo di ricerca, di guardare al futuro pensando al benessere dei cittadini e non al guadagno spropositato di enormi compagnie e non proporci come rivoluzionari sistemi che nel giro di pochi anni diverranno obsoleti, pericolosi e cari. Ben vengano dunque le conferenze e le informazioni che da più parte ci arrivano, ma se siamo scontenti di questo momento impariamo a valutarle e a decidere con la nostra testa.
 
Gianluca Pischianz
lista civica Trieste 5 stelle

1 commento

  1. Attenti alle conclusioni facili e sensazionali, io non sono un fisico ma la fusione fredda ricorda molto la fusione calda che in vari paesi occidentali si cerca di innescare da decenni con risultati scarsi o nulli.
    Ogni risultato scientifico per essere confermato deve passare al vaglio della comunità scientifica internazionale ed essere riproducibile, e questa procedura non è poca cosa, quindi i risultati vanno sempre presi con le pinzette altrimenti ci si scotta.
    Ricordo che alcuni anni fa presso il sincrotrone un gruppo di fisici aveva messo a punto un rivelatore di piccole dimensioni in grado di rilevare singole specie atomiche che sarebbe stato molto utile per il monitoraggio ambientale, però dopo una prima dichiarazione alla tv regionale il tutto è stato fatto sparire anche perchè il fisico Busetta\o diceva che lo strumento era già stato utilizzato in Area e sarebbe stato in grado di rilevale anche la sorgente inquinante , ma tutto è stato insabbiato e dopo alcuni anni lo stesso strumento veniva presentato nel giornale del parco scientifico Area Magazine con l’opportunità di piazzarlo nell’isola della Cona per la savaguardia di muschi e licheni molto sensibili anche a piccole tracce di inquinanti.
    La domanda da 100 miliardi di euro è:
    Perchè non è stato utilizzato a Trieste per la salvaguardia della popolazione; dato che voi siete strutturati provate ad indagare e forse scoprirere, senza andare lontano, qualcosa di altamente innovativo prodotto dai cervelli del Sincrotrone

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