La politica dei cantastorie

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Pubblicato su “Il Piccolo” del 30 ottobre 2010 

Leggiamo perplessi la recente ordinanza del nostro sindaco Dipiazza con la quale ci si prefigge di ripristinare il «decoro urbano» ed il «senso di sicurezza» della città di Trieste limitando e regolamentando le esibizioni degli artisti di strada. Ora, considerato che schedare la presenza di menestrelli, mendicanti e clochard appare un’utopica quanto inutile forzatura – considerata la natura errante della loro attività, per quanto ne dica l’assessore Rovis che porta ad esempio la tessera degli artisti adottata in una città di 1,3 milioni di abitanti quale Monaco di Baviera – ci meravigliamo che ci si ostini ad imputare alla presenza di questi la presunta mancanza di decoro e sicurezza. Ricordiamo che eventuali loro comportamenti illeciti sono già sanzionabili da leggi nazionali e ordinanze comunali, per cui questo ulteriore accanimento sembra fatto apposta per deviare l’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica dalle reali minacce e dal relativo immobilismo dei politici locali. Non solo i nostri dipendenti eletti non fanno, ma non dimostrano neppure la volontà e la capacità di ascoltare e valutare eventuali proposte di chi invece, come Adriano Bevilacqua in occasione della presentazione del progetto per la realizzazione di un centro di riciclo dei rifiuti, è ben cosciente che la priorità per Trieste è risolvere il nodo del suo imprenscindibile rilancio industriale, compatibilmente con il rispetto dell’ambiente e della salute dei suoi abitanti e contribuendo all’abbattimento del diffuso inquinamento. Insomma, senza aver la presunzione di insegnare niente, ci sentiamo di fare un appello al sindaco ed ai suoi assessori affinché non si preoccupino troppo di musicisti e cantastorie quanto piuttosto di lavoro, ambiente e sicurezza, vere priorità per noi cittadini.

 

Barbara Belluzzo
Lista civica TRIESTE 5 STELLE – beppegrillo.it