Inesattezze nella segnalazione su “il Piccolo” 17/12 u.s.

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Nel Piccolo del 17/12 u.s. ho avuto il piacere di leggere una serie di considerazioni fatte dal sig. Baldassi circa un articolo del Piccolo, apparso il 3 dicembre 2017 (‘Esperti anti-ferriera dall’Austria’). Quest’ultimo articolo riportava un breve riassunto del convegno “L’area a caldo della Ferriera non è il futuro di Trieste” organizzato dal Movimento 5 Stelle di Trieste. L’analisi del sig. Baldassi è stata lucida e coerente. Purtroppo essa è partita da un grave errore commesso dal Piccolo nel riportare la posizione degli Ingegneri della Voestalpine di Linz (non Lienz, come erroneamente riportato nel sottotitolo dell’articolo pubblicato sul Piccolo il 3 dicembre). In particolare, tale articolo conteneva un’errata attribuzione agli ingegneri della Voestalpine di un generico appello alla chiusura della Ferriera, che detti Ingegneri non hanno mai pronunciato in quella sede. Tali supposte posizioni dei relatori della Voestalpine (per le quali il gruppo Voestalpine ha formalmente inviato al Piccolo una richiesta di rettifica in data 15 dicembre u.s., e che ad oggi non ci risulta sia stata soddisfatta) hanno chiaramente ingenerato nel sig. Baldassi la convinzione che questi relatori siano stati strumentalmente invitati dal Movimento per stigmatizzare la situazione ambientale della Ferriera di Servola.

In realtà gli Ingegneri della Voestalpine intervenuti al convegno non hanno fornito ne’ interpretazioni ne’ raccomandazioni di alcun tipo rispetto all’impianto di Servola. Il loro intervento si è limitato a fornire alla cittadinanza di Trieste informazioni su come l’azienda austriaca abbia affrontato e vinto la sfida dell’ambientalizzazione delle acciaierie di Linz. Tale trasformazione dei loro processi produttivi è stata da loro documentata a livello tecnico ed economico, sottolineando che l’azienda austriaca ha sostenuto investimenti per oltre 1.7 miliardi di euro in dieci anni per raggiungere la piena compatibilità ambientale degli impianti rispetto alle norme austriache. Questi investimenti sono stati possibili grazie al fatto che l’impianto di Linz produce acciai speciali, ad alto valore aggiunto, il che giustifica anche dal punto di vista economico gli investimenti fatti.

Lo stabilimento di Servola, al contrario, produce ghisa, ovvero un prodotto a basso valore aggiunto. Tale basso valore aggiunto non permetterebbe di recuperare nel tempo gli stessi investimenti effettuati a Linz per l’ambientalizzazione.

Questa impossibilità economica di ambientalizzare la Ferriera porterà quindi inevitabilmente alla chiusura dell’area a caldo. Per questo il Movimento 5 Stelle Trieste ha evidenziato durante il convegno come sarà necessario provvedere alla bonifica del sito, esponendo sia le tecnologie utilizzabili che i costi e i tempi relativi. Ha inoltre portato all’attenzione dei presenti le possibili soluzioni per reimpiegare i lavoratori attualmente operanti nell’area a caldo. Tali soluzioni includono logistica portuale e regime di porto franco.

Il sig. Baldassi, e chiunque sia interessato ad approfondire le tematiche del convegno, potrà vedere i video integrali di tutti gli interventi (compresi quelli dei relatori di Linz) al link https://www.youtube.com/user/Trieste5stelle/videos

Per chiudere questa segnalazione, vorremmo portare alla vostra attenzione il fatto che forse, oltre al sig. Baldassi, anche altri cittadini di Trieste sono stati indotti a pensare che il Movimento 5 Stelle abbia invitato i tecnici di Linz per denigrare la Ferriera.

Vi chiediamo quindi di pubblicare tra le vostre pagine questa segnalazione, in modo che i cittadini possano farsi un’opinione corretta delle motivazioni e dei modi di agire del Movimento 5 Stelle Trieste, che non corrispondono a come sono stati rappresentati dal vostro articolo del 3 dicembre.