Inceneritore: “Siamo meglio dell Algeria”. Una magra consolazione

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Ricicliamo, ma per chi? Ecco la nuova proposta del Comune, diamo un po’ di lavoro alle famiglie triestine, dividiamo i materiali, laviamoli, consegniamoli nei giorni corretti. Bellissimo, giusto e soprattutto un gradino evolutivo sopra il termovalorizzatore, esempio a Vedelago dove Carla Poli con la sua organizzazione mette in moto con il riciclaggio un indotto di 9400 persone.

Sì, ma c’è un ma! Siamo andati a visitare il termovalorizzatore, e come ci è stato spiegato in maniera esaustiva dall’ingegnere responsabile, questa macchina enorme oltre a toglierci il problema delle discariche produce soldi e guadagni, molti triestini non sanno neppure dov’è, ebbene la ciminiera svetta sul canale navigabile, vicino al mare dove si potrebbe sfruttare l’acqua per il raffreddamento, ma non si può per non alterare la temperatura dello stesso, quindi si usa l’acqua potabile, vicino alla ferrovia di via Caboto per poter non inquinare ulteriormente con i camion, e far arrivare le immondizie ad esempio da Belluno in treno, ma in Italia non conviene.

Fuori un bel disegno mostra fiorellini e gabbiani appollaiati in cima al camino, ma l’ingegnere ci dice che non è lì per raccontarci storie, la centrale inquina, ma a norma di legge 365 giorni all’anno si bruciano immondizie, tutto è controllato da un efficiente sistema di sicurezza e l’organizzazione è impeccabile. La sensazione in effetti è questa. Dando un occhiata al forno si vede spuntare lo scheletro di una bici, “ma cosa butta la gente nei cassonetti?”. “Ah purtroppo di tutto – dice l’ingegnere – i cassonetti sono grandi”. E l’amianto mi scusi? “Beh quello per fortuna hanno l’abitudine di buttarlo in Carso. Comunque rispetto all’Algeria siamo avanti”. Non mi consola, senza nulla togliere all’Algeria preferirei valutare città come Stoccolma (ecocapitale 2010), e qui salta fuori il riciclo, perché visto che non si riesce a far diminuire le immondizie che compriamo e paghiamo tre volte (es. acquistiamo dell’acqua: la paghiamo, ma paghiamo anche la bottiglia, la tassa sui rifiuti, e riacquistando l’energia elettrica prodotta dall’inceneritore), almeno sfruttiamole.

Come cittadino sono disposto a fare qualche sacrificio per vivere in un posto meno inquinato, visto anche i dati dell’incidenza tumorale a Trieste, un aiuto forse lo diamo, però chiedo cosa succederà del termovalorizzatore? “Guardi Trieste può fare anche il 100% di riciclata che noi immondizie da bruciare le troviamo, adesso arrivano anche da Belluno, poi chissà risolti i problemi di confine anche quelle slovene”. E allora perché a noi conviene riciclare se il termovalorizzatore continua ad inquinare ed anzi si paventa un aumento delle sue capacità con la quarta linea? Credo sia giusto e doveroso intraprendere la via del riciclo, come sarebbe giusto che le industrie in primis si impegnassero a produrre meno immondizia, ma il Comune dovrebbe garantire una riduzione delle immondizie bruciate a Trieste pari alla percentuale di riciclo fatta dai cittadini, se no saremmo comunque inquinati da chi magari non ha “nemmeno” il Carso dove buttare l’amianto!

Gianluca Pischianz
Lista Civica TRIESTE 5 STELLE – beppegrillo.it

(intervento pubblicato su Il Piccolo il 10 giugno 2010)

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