Il Piccolo intervista Paolo Menis, presidente della lista civica

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Mine vaganti, outsider, paladini della società civile. Paolo Menis, a lei eagli altri ”grillini” quale definizionepiace di più o dispiace di meno?

Non ci riconosciamo in nessuna delle tre. Noi siamo dei cittadini che hanno scelto di dedicare un po’ del loro tempo alla politica di questo Comune. La definizione che ci fa meno piacere, però, è sicuramente un’altra.

Quale?

Quella data alcuni giorni fa da Piero Camber, che ci ha bollati come ”disturbatori”. Anche se, in un certo senso, ci sentiamo quasi onorati. Ci fa piacere disturbare questo business della politica rappresentato da Pdl e Pd.

Ma è soprattutto al Pd che darete fastidio.

Chiaramente tra quanti ci sostengono e ci voteranno, ci sono molti cittadini delusi dalla sinistra o, meglio, da una sinistra che non c’è. Il malcontento, però, non manca nemmeno nel centrodestra.

E voi credete di riuscire ad intercettare anche quello?

Al di là delle semplificazioni giornalistiche che ci collocano a sinistra, noi siamo al di fuori della contrapposizione tra i due schieramenti e ci rivolgiamo agli scontenti di entrambi i partiti e a chiunque non si senta più rappresentato dal vecchio modo di fare politica.

Il vostro movimento, in effetti, è nato da un’esperienza del tutto diversa, quella del web.

Come dice anche Grillo, noi partiamo dal basso, dalle idee che provengono dai cittadini, quindi il nostro è sicuramente un altro approccio rispetto all’esistente. Ormai la politica fatta da partiti intesi in senso tradizionale non ha più senso, soprattutto per quanto riguarda le amministrazioni locali. Noi puntiamo ad un maggior coinvolgimento dei cittadini e al passaggio da una democrazia rappresentativa a una democrazia partecipativa.

Le prossime amministrative sono il primo banco di prova della listaTrieste 5 stelle

Sì, alle ultime regionali non ci siamo presentati perché reputavamo che il movimento politico non fosse ancora pronto. Adesso i tempi per un nostro coinvolgimento sono maturi. Non tanto per merito nostro, ma per demerito dei partiti che hanno dimostrato di non sapere rappresentare le istanze che provengono dalla gente.

Una critica che muove anche al Pd triestino?

Certamente. Faccio solo un esempio. Si parla da cinque anni del rigassificatore di Zaule e il Partito democratico non ha ancora preso una posizione chiara e netta. Il segretario Cosolini, appena pochi mesi fa, spiegava che ilPd ”non è pregiudizialmente né a favore né contro il progetto”. Non avere ancora deciso da che parte stare dopo così tanto tempo, è paradossale e ridicolo.

Credete che il Pd vi consideri degli avversari realmente temibili?

Non ho notizie dirette, ovviamente bisognerebbe chiederlo agli esponenti di quel partito, però…

Però?

Però credo che, dopo gli ottimi risultati ottenuti dal MoVimento Cinquestelle in Piemonte ed Emilia Romagna alle regionali, effettivamente ci temano. E fanno bene, perché noi puntiamo a ripetere quel successo anche a Trieste.

Città in cui siete decisi a correre dasoli? O è ancora possibile recuperare il feeling con l’Italia dei valori?

Correremo da soli a prescindere dal sistema elettorale che verrà scelto perla consultazione. Una strada obbligatadal momento che l’Idv ha scelto dischierarsi con il Pd e il centrosinistra.

Eppure l’intesa con i dipietristi sembrava solida.

Con loro avevamo, anzi abbiamo, un obiettivo comune: portare avanti il tema dell’etica politica e della legalità. Su altre battaglie, però, abbiamo poco da spartire con l’Italia dei valori, che resta comunque un partito nazionale e risponde a logiche e gerarchie che non ci appartengono.

Chi sono i ”grillini” che la lista 5 stelle metterà in campo a Trieste?

Persone tra i 30 e i 45 anni, che hanno avuto o continuano ad avere esperienze nel mondo dell’associazionismo. Persone che hanno voglia di cambiare la città e il modo di fare politica in città.

Il suo profilo – 38 anni, tecnico in un’azienda informatica- corrisponde perfettamente, dunque. È per questo che il movimento l’ha scelto per la corsa a sindaco?

Non sono ancora candidato. Il 18 settembre presenteremo il programma e successivamente, entro metà ottobre, l’assemblea della lista civica farà la sua scelta.

Cosa conterrà quel programma?

Il nostro impegno a difesa dell’etica, della legalità e della trasparenza nell’amministrazione, prima di tutto. E poi la tutela dell’ambiente con politiche di risparmio energetico, attenzione alla gestione dei rifiuti e definizione di un nuovo concetto di mobilità cittadina.

Temi cari soprattutto alla fascia più giovane dell’elettorato di sinistra…

Ci rivolgiamo a loro così come a tanti altri. Non abbiamo un target elettorale preciso e puntiamo a raggiungere una platea ampia a cui, di qui alla scadenza elettorale, faremo conoscere le nostre idee. A differenza di molti altri, non siamo un movimento settoriale.

E a differenza di altri, candidate nomi pescati dall’ormai famosa società civile.

Questa è un’altra espressione che non mi piace. Preferisco si parli di cittadini che si impegnano in politica con la consapevolezza che sarà un’esperienza limitata nel tempo. Questo è un altro dei nostri pilastri: la politica va fatta in modo professionale, ma non deve diventare una professione.

di MADDALENA REBECCA

(download articolo pubblicato su Il Piccolo il 29 agosto 2010)



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