Il nuovo regolamento delle scuole dell’infanzia comunali

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Ci esprimiamo negativamente rispetto alla nuova stesura del regolamento delle scuole dell’infanzia comunali perché non solo non introduce innovazioni sostanziali, tali da giustificare un nuovo regolamento piuttosto che piccole modifiche a quello precedente, rendendo di fatto l’intera operazione inutile ai fini pratici, ma le poche modifiche di un qualche rilievo sono per noi da considerarsi come mere prese di posizione ideologiche a fini politici e propagandistici.

Di fatto, mentre l’articolo 1 del nuovo regolamento, richiamando la Costituzione e la convenzione ONU per i diritti del fanciullo, doverosamente garantisce equità ed uguaglianza anche in materia di appartenenza religiosa ed etnica, l’inserimento in premessa dell’insegnamento della religione cattolica introduce una forzatura ed un’incongruenza che non può essere letta come semplice applicazione degli accordi concordatari.

Parallelamente la riduzione da 40 a 30% di bambini con cittadinanza diversa da quella italiana nella formazione delle classi, prevista sulla carta per facilitare l’integrazione e la partecipazione delle famiglie, appare altrettanto confessionale. Non vi sono infatti previsioni di ulteriori strumenti di integrazione come la mediazione culturale che potrebbero rendere concreta l’intenzione espressa dall’assessore Angela Brandi.

Atri punti peggiorativi di un regolamento che altrimenti apparirebbe solo come un mero impoverimento lessicale del precedente sono l’eliminazione della flessibilità nell’orario di entrata dei bambini; il fatto che nell’art. 8 che norma le sezioni di lingua slovena sia scomparsa la precisazione presente in quello precedente che il personale debba conoscere lo sloveno; la reintroduzione dell’obbligo del grembiulino; l’eliminazione del percorso di accoglienza rivolto alle famiglie dei nuovi iscritti, che riduce i momenti di partecipazione e condivisione scuola-famiglia invece che aumentarli; ed infine l’introduzione della “quota di contribuzione” o tariffa di iscrizione annuale, quando nel regolamento precedente la frequentazione della scuola era gratuita.

Per tutte queste ragioni siamo fermamente contrari e voteremo contro la delibera.

M5S Trieste

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