I furbetti del gettoncino

0

Non avremmo mai pensato, dopo 4 anni e mezzo di consiglio comunale, di dover tornare ancora su questo tema. Dopo anni e anni a parlare di costi e di sprechi della politica, dopo l’entrata nei Comuni, nelle Regioni e in Parlamento dei portavoce del M5S che si autoriducono lo stipendio, mai avremmo creduto di continuare a vedere quello che è successo in anteprima (anteprima per modo di dire, visto che è un’abitudine consolidata) venerdì sera in piazza Unità.

Chi sono i furbetti del “gettoncino”? Sono i consiglieri comunali di Trieste che fissano 3 riunioni del consiglio al lunedì, mercoledì e venerdì (e sarà così fino alla fine della discussione del piano regolatore prevista a metà dicembre), e che “casualmente” propongono di “lavorare” dalle 17.30 all’una di notte. Perché l’una di notte come orario di chiusura? Semplice, a mezzanotte scatta la doppia indennità. Perciò l’indennità sarà percepita per l’intera settimana (lunedì sera sfora a martedì, mercoledì si arriva a giovedì, venerdì prende anche sabato).

Tutto lecitamente ma con l’etica messa sotto i tacchi o in portafoglio, con l’ipocrisia pari a quella di un aguzzino pentito che fa una carezza alla sua vittima. Sì, perché pochi giorni prima i furbetti del “gettoncino” facevano a gara per inserire poste di bilancio a favore delle persone più sfortunate in vista del Natale.

Allora noi, portavoce del M5S, ieri sera abbiamo dovuto comportarci come novelli Cenerentoli che tolgono il disturbo alle 23.55 per non esser complici di questo schifo. Siamo usciti dall’aula e abbiamo atteso fuori dal palazzo: alle 0.30 consiglio comunale concluso, non serviva il mago Otelma per prevederlo. Quanto costeranno questi comportamenti nobili? Dobbiamo ancora calcolarlo, certo è nella variazione di bilancio di mercoledì scorso il presidente del Consiglio comunale ha dovuto inserire ulteriori 20.000 euro per coprire le indennità di presenza degli amministratori locali.

Contro questi “gran signori” tutti i cittadini di buona volontà sono chiamati metaforicamente ad armarsi. Ad armarsi di pazienza ma anche di coraggio nel dire basta quando saremo chiamati a votare nel 2016.

Paolo Menis
Stefano Patuanelli
portavoce M5S Trieste