Ferriera, Ussai (M5S): «Ancora falsità da parte della maggioranza! L’emendamento votato in Aula prevedeva la chiusura e la riconversione graduale dell’area a caldo dello stabilimento. Arvedi ora dimostri con i fatti di rispettare i cittadini di Trieste»

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«Il MoVimento 5 Stelle non è alla ricerca di visibilità. Vogliamo semplicemente difendere i cittadini di Trieste e gli stessi lavoratori della Ferriera dal devastante inquinamento provocato dallo stabilimento. Se questo per il centrosinistra guidato da Serracchiani e Shaurli significa essere irresponsabili, allora siamo orgogliosamente irresponsabili». Il portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Andrea Ussai, ribatte alle accuse del capogruppo del Pd.

«Shaurli mente sapendo di mentire – attacca Ussai -. Infatti noi dopo aver chiesto con un primo emendamento semplicemente “la chiusura e la riconversione dell’area a caldo”, l’unica soluzione in grado di abbattere realmente le emissioni di inquinanti prodotti dalle sorgenti attive che continuano ad affliggere tutto il territorio triestino, dopo la discussione avvenuta in Aula, abbiamo accettato di modificare la prima proposta inserendo il termine gradualità,  per consentire un periodo di transizione che non andasse ad incidere sui lavoratori ma che indicasse la volontà politica di chiudere la parte a caldo (la più inquinante dello stabilimento) a garanzia di tutti i cittadini, lavoratori compresi. Invece che attaccare il M5S credo che chi non ha voluto votare il nostro emendamento debba semplicemente assumersi le responsabilità delle proprie scelte».

«Oggi accogliamo con favore le parole pronunciate dal cavalier Arvedi: “la cokeria non deve inquinare e non inquinerà”. Quello che è certo – sostiene il portavoce M5S – è che continueremo a vigilare perché sono decenni che politici e industriali fanno le stesse promesse, puntualmente smentite dai dati sull’inquinamento ambientale. Arvedi ha parlato di “inquinamento zero”, filosofia mai neanche pronunciata dal Pd o dalle altre forze presenti in Consiglio regionale. Bene, ora dimostri con i fatti di rispettare i cittadini di Trieste. Altrimenti – conclude Ussai – saremmo di fronte alla più colossale e costosa (50 milioni di euro pubblici) e tragica beffa per la nostra comunità».

1 commento

  1. Troppo facile parlare e catechizzare con il didietro pieno!!!!Ma vi rendete conto che a Trieste non esiste nemmeno teoricamente un bacino industriale dove poter ricollocare gli operai della Ferriera? Cercate di essere meno teorici e portate idee costruttive realizzabili.

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