Fallimento Coop operaie, il MoVimento 5 Stelle punta il dito contro Comune, Regione, partiti politici e sindacati: «Hanno favorito un sistema omertoso»

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«Bastava leggere un bilancio degli ultimi anni per capire che la situazione delle Cooperative operaie era tragica. Fa specie ora leggere la sorpresa dei rappresentanti sindacali». I portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio comunale e Consiglio regionale, Paolo Menis e Andrea Ussai, attaccano con durezza i responsabili dello sfascio delle Coop operaie.

«Più volte, assieme a qualche altro consigliere comunale illuminato, ho chiesto di sentire il presidente Marchetti in Comune (l’ultima a giugno di quest’anno) ma ha sempre glissato, grazie anche alla complicità del Pd e del Pdl che hanno ritenuto il problema Coop affari privati di un’azienda – ricorda Menis -. La vicenda delle Cooperative operaie sono l’emblema del nostro Paese: la gestione fallimentare dei partiti. Sì perché i consigli di amministrazione erano occupati da tutti i partiti».

«La responsabilità – aggiunge Ussai – non va, infatti, ricercata solamente nell’operato degli amministratori delle Cooperative operaie ma anche in chi avendo compiti di vigilanza, come la Regione, non ha esercitato le proprie funzioni e in chi durante tutti questi anni ha favorito un sistema omertoso per puro interesse personale».

«A giugno 2014 noi del MoVimento 5 Stelle con una interrogazione abbiamo chiesto alla Regione di intervenire urgentemente per salvaguardare il ruolo sociale ed economico delle Cooperative operaie, intervento che avrebbe potuto concretizzarsi immediatamente, visti i dati del bilancio, con il commissariamento della società. Ora c’è tanta rabbia, anche perché è evidente – conclude il portavoce M5S – che le conseguenze del salvataggio delle Cooperative, dopo dieci anni di gestione fallimentare che ha visto la politica connivente, non potranno che scaricarsi – come sempre – sui lavoratori».

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