Pianificazione territoriale

La pianificazione del territorio, considerati gli effetti che determina sull’economia, la mobilità, i servizi, la fruizione degli spazi pubblici e privati, la percezione di benessere del cittadino, rappresenta una materia di fondamentale importanza per l’Amministrazione Comunale, che viene gestita attraverso la predisposizione e/o l’applicazione di strumenti normativi e regolamentari.

Pertanto, nel rispetto delle normative regionali e nazionali, l’Amministrazione Comunale dovrà garantire i seguenti principi generali mediante l’opportuna revisione degli strumenti normativi di propria competenza:

–    trasparenza e partecipazione nella pianificazione e nella gestione del territorio;

–    tutela dell’ambiente naturale ed, in particolare, del verde urbano;

–     valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e degli spazi urbani inedificati (aree non edificate o nelle quali non è stata completata l’edificazione possibile presenti in contesto urbano, vuoti urbani).

Scopo precipuo dell’Amministrazione Comunale sarà quello di dotare tutti gli operatori del comparto edilizio di strumenti normativi chiari, non interpretabili, discussi prima della loro emanazione con tutti i portatori di interesse e, primi tra questi, con i cittadini.

Linee d’intervento:

1.  Trasparenza e partecipazione

Gestione del territorio attuata attraverso un rinnovato rapporto tra cittadini, categorie portatrici di interessi ed amministrazione, fondato sulla trasparenza delle azioni e la partecipazione attiva di tutte le parti coinvolte.

Pubblicità degli atti sul nuovo portale telematico del Comune, per un facile ed immediato accesso a tutti; utilizzo di spazi espositivi (già presenti sul territorio) per fornire adeguata informazione ai cittadini sugli interventi pubblici e privati; creazione di strutture (come per esempio lo Sportello Unico per l’Edilizia, già previsto per Legge) per favorire l’accesso ai servizi ed il miglioramento degli stessi mediante la riorganizzazione degli uffici, nonché per facilitare la gestione della burocrazia consentendo, tra l’altro, di relazionarsi con un unico interlocutore anziché con una pluralità di uffici.

2. Sviluppo e realizzazione dell’idea di Trieste Città Policentrica

Ri–progettazione urbanistica che restituisca importanza ed attenzione alle periferie, in quanto Trieste è città policentrica, ove l’importanza del Borgo Teresiano e del Borgo Giuseppino non è superiore a quella, per esempio, di San Giacomo, San Giovanni o Valmaura. Il centro storico rimarrà l’elemento qualificante, indissolubilmente legato ai borghi storici Carsici e non solo (Longera, Servola, ecc.) ed al fronte mare che sarà ripensato ad uso dei cittadini e non solo come percorso viabilistico.

In tale contesto verranno rivitalizzati i quartieri della prima cinta periferica (ad esempio San Luigi, San Giacomo, San Giovanni, Roiano) e le periferie industriali (Valmaura), in analogia a quanto attuato con successo a Borgo San Sergio dalle precedenti amministrazioni, mediante l’ottimizzazione e la realizzazione dei servizi pubblici e privati (quali ad esempio asili, istituti scolastici, servizi sanitari) e delle attività commerciali ed artigianali.

Verrà sviluppato il modello della progettazione partecipata, attraverso il coinvolgimento dei servizi territoriali, sia comunali che degli altri enti e aziende pubbliche, delle parti sociali, delle associazioni, dei cittadini, restituendo o amplificando il senso di appartenenza alla città e la vicinanza delle istituzioni.

In questo contesto saranno individuate aree da riprogettare (ed esempio l’area della Fiera, l’area del Burlo, l’area della Caserma di Banne) attraverso processi partecipativi obbligati. A titolo esemplificativo si pensi alle possibilità di sviluppo dell’area della Fiera. In quel contesto potrebbero trovare posto interventi di edilizia residenziale sociale, verde di quartiere ed interventi edilizi anche di privati, se concordati con i residenti e con l’Amministrazione Comunale attraverso percorsi partecipativi che partano, ad esempio, dalle idee di città che potrebbero scaturire dal coinvolgimento dei bambini delle scuole elementari (esperienze già percorse in alcuni casi di comuni virtuosi). In quest’ambito potrebbe trovare spazio una sperimentazione normativa che individui precisi vincoli progettuali (in tema di risparmio idrico ed energetico, di qualità degli spazi pubblici e degli spazi verdi, in tema di aggregazione sociale e quindi di requisiti minimi degli spazi residenziali) affiancata da interventi edilizi con tecniche sperimentali individuate anche attraverso il contributo di istituti di ricerca (Università degli Studi e Area Science Park). Nell’area della Fiera dovranno trovare posto i servizi necessari a supporto anche del nuovo insediamento residenziale ATER in fase di ultimazione in via Cumano.

3. Sviluppo sostenibile delle attività produttive, commerciali, artigianali ed, in genere, economiche della città

Il sistema produttivo cittadino può e deve procedere parallelamente ad una forte tutela dell’ambiente. Gli strumenti di pianificazione e gestione del territorio dovranno contenere norme di salvaguardia e di tutela ambientale, di mitigazione degli interventi insediativi, che consentano uno sviluppo economico sostenibile della città.

Saranno quindi incentivati quegli impianti industriali, gli insediamenti commerciali e le attività economiche in genere, energeticamente autosufficienti ed a zero emissioni inquinanti, così come le attività artigianali che opereranno in tale settore con qualità certificata.

4. Tutela del patrimonio naturale e del verde urbano e valorizzazione dell’inedificato urbano

Il sistema di tutela più efficace del verde esistente passa attraverso previsioni di inedificabilità assoluta di tali aree e nella contestuale incentivazione alla manutenzione del verde privato.

Particolare attenzione andrà prestata alla cura del verde pubblico e dei boschi comunali. Saranno ampliate le aree verdi, in special modo in ambito cittadino e saranno possibilmente previsti nuovi giardini, intervenendo nel contempo ad un miglioramento degli interventi di manutenzione e conservazione. Dovranno, anche in tale ambito, essere favorite le sperimentazioni di partecipazione collettiva nella gestione di spazi pubblici ed aree verdi con comitati di cittadini dei quartieri.

L’incremento degli spazi di verde urbano (parchi e giardini pubblici) passa anche attraverso un riuso delle zone urbane ancora inedificate, i vuoti urbani, che dovranno essere ripensati quali nuovi spazi di aggregazione.

5. Valorizzazione del patrimonio edilizio esistente mediante incentivazione degli interventi di sostituzione, riuso e recupero con tecniche proprie della bio-edilizia e del risparmio energetico. Verranno adottati strumenti di pianificazione e regolamentari che contengono sistemi di incentivazione (ad esempio meccanismi di premialità urbanistica o di semplificazione burocratica) legati alla qualità degli interventi realizzati ed, in particolare, che prediligano il recupero, il riuso o la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente, che prevedano una ri-edificazione con tecniche di bio – edilizia e di risparmio energetico anche superiori ai minimi richiesti per legge e che non prevedano l’utilizzo di aree inedificate ma restituiscano alla città nuovi spazi di verde urbano collettivo.

6.  Strumenti normativi: primo compito dell’Amministrazione Comunale sarà quello di dotare la città di un nuovo P.R.G.C. L’approvazione della Variante n. 118, adottata il 06.08.2009, potrà essere possibile solo se il nuovo Consiglio Comunale sarà in grado di proporre ed approvare alcune modifiche essenziali, quali:

a.     l’eliminazione delle zone C di espansione;

b.     la riformulazione di tutte le norme relative alle zone O1, con una drastica riduzione delle destinazioni d’uso ammesse per evidenziare il carattere strategico delle zone in questione, e l’inserimento dell’obbligatorietà dell’iniziativa pubblica nella pianificazione di secondo livello;

c.     l’eliminazione della zona G1c adiacente ai campi di golf di Padriciano;

d.     l’inserimento, nelle norme tecniche di attuazione, di strumenti di premialità urbanistica per interventi di ristrutturzione energetica degli edifici realizzati con parametri migliorativi rispetto alle norme vigenti, anche mediante la redazione di uno specifico regolamento attuativo.

Anche dopo l’approvazione della Variante sarà comunque necessario prevedere alcune Varianti non generali ma di dettaglio, nel limite della flessibilità prevista dalla normativa urbanistica regionale, per risolvere alcuni elementi non risolvibili in fase di approvazione.

Infine, si dovranno impartire, entro il primo anno di amministrazione, nuove direttive per una Variante Generale che affronti, finalmente, il tema dello sviluppo sostenibile della città, e che non preveda nuovo consumo di territorio (P.R.G.C. a crescita zero).

Parallelamente si dovrà portare a compimento il Piano Particolareggiato del Centro Storico e si dovrà modificare il Regolamento Edilizio, incentrando il nuovo strumento sul recupero del patrimonio edilizio esistente e sul risparmio energetico.

La pianificazione del territorio, considerati gli effetti che determina sull’economia, la mobilità, i servizi, la fruizione degli spazi pubblici e privati, la percezione di benessere del cittadino, rappresenta una materia di fondamentale importanza per l’Amministrazione Comunale, che viene gestita attraverso la predisposizione e/o l’applicazione di strumenti normativi e regolamentari.

Pertanto, nel rispetto delle normative regionali e nazionali, l’Amministrazione Comunale dovrà garantire i seguenti principi generali mediante l’opportuna revisione degli strumenti normativi di propria competenza:

trasparenza e partecipazione nella pianificazione e nella gestione del territorio;

tutela dell’ambiente naturale ed, in particolare, del verde urbano;

valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e degli spazi urbani inedificati (aree non edificate o nelle quali non è stata completata l’edificazione possibile presenti in contesto urbano, vuoti urbani).

Scopo precipuo dell’Amministrazione Comunale sarà quello di dotare tutti gli operatori del comparto edilizio di strumenti normativi chiari, non interpretabili, discussi prima della loro emanazione con tutti i portatori di interesse e, primi tra questi, con i cittadini.

Linee d’intervento:

l. Trasparenza e partecipazione

Gestione del territorio attuata attraverso un rinnovato rapporto tra cittadini, categorie portatrici di interessi ed amministrazione, fondato sulla trasparenza delle azioni e la partecipazione attiva di tutte le parti coinvolte.

Pubblicità degli atti sul nuovo portale telematico del Comune, per un facile ed immediato accesso a tutti; utilizzo di spazi espositivi (già presenti sul territorio) per fornire adeguata informazione ai cittadini sugli interventi pubblici e privati; creazione di strutture (come per esempio lo Sportello Unico per l’Edilizia, già previsto per Legge) per favorire l’accesso ai servizi ed il miglioramento degli stessi mediante la riorganizzazione degli uffici, nonché per facilitare la gestione della burocrazia consentendo, tra l’altro, di relazionarsi con un unico interlocutore anziché con una pluralità di uffici.

2. Sviluppo e realizzazione dell’idea di Trieste Città Policentrica

Ri–progettazione urbanistica che restituisca importanza ed attenzione alle periferie, in quanto Trieste è città policentrica, ove l’importanza del Borgo Teresiano e del Borgo Giuseppino non è superiore a quella, per esempio, di San Giacomo, San Giovanni o Valmaura. Il centro storico rimarrà l’elemento qualificante, indissolubilmente legato ai borghi storici Carsici e non solo (Longera, Servola, ecc.) ed al fronte mare che sarà ripensato ad uso dei cittadini e non solo come percorso viabilistico.

In tale contesto verranno rivitalizzati i quartieri della prima cinta periferica (ad esempio San Luigi, San Giacomo, San Giovanni, Roiano) e le periferie industriali (Valmaura), in analogia a quanto attuato con successo a Borgo San Sergio dalle precedenti amministrazioni, mediante l’ottimizzazione e la realizzazione dei servizi pubblici e privati (quali ad esempio asili, istituti scolastici, servizi sanitari) e delle attività commerciali ed artigianali.

Verrà sviluppato il modello della progettazione partecipata, attraverso il coinvolgimento dei servizi territoriali, sia comunali che degli altri enti e aziende pubbliche, delle parti sociali, delle associazioni, dei cittadini, restituendo o amplificando il senso di appartenenza alla città e la vicinanza delle istituzioni.

In questo contesto saranno individuate aree da riprogettare (ed esempio l’area della Fiera, l’area del Burlo, l’area della Caserma di Banne) attraverso processi partecipativi obbligati. A titolo esemplificativo si pensi alle possibilità di sviluppo dell’area della Fiera. In quel contesto potrebbero trovare posto interventi di edilizia residenziale sociale, verde di quartiere ed interventi edilizi anche di privati, se concordati con i residenti e con l’Amministrazione Comunale attraverso percorsi partecipativi che partano, ad esempio, dalle idee di città che potrebbero scaturire dal coinvolgimento dei bambini delle scuole elementari (esperienze già percorse in alcuni casi di comuni virtuosi). In quest’ambito potrebbe trovare spazio una sperimentazione normativa che individui precisi vincoli progettuali (in tema di risparmio idrico ed energetico, di qualità degli spazi pubblici e degli spazi verdi, in tema di aggregazione sociale e quindi di requisiti minimi degli spazi residenziali) affiancata da interventi edilizi con tecniche sperimentali individuate anche attraverso il contributo di istituti di ricerca (Università degli Studi e Area Science Park). Nell’area della Fiera dovranno trovare posto i servizi necessari a supporto anche del nuovo insediamento residenziale ATER in fase di ultimazione in via Cumano.

3. Sviluppo sostenibile delle attività produttive, commerciali, artigianali ed, in genere, economiche della città

Il sistema produttivo cittadino può e deve procedere parallelamente ad una forte tutela dell’ambiente. Gli strumenti di pianificazione e gestione del territorio dovranno contenere norme di salvaguardia e di tutela ambientale, di mitigazione degli interventi insediativi, che consentano uno sviluppo economico sostenibile della città.

Saranno quindi incentivati quegli impianti industriali, gli insediamenti commerciali e le attività economiche in genere, energeticamente autosufficienti ed a zero emissioni inquinanti, così come le attività artigianali che opereranno in tale settore con qualità certificata.

4. Tutela del patrimonio naturale e del verde urbano e valorizzazione dell’inedificato urbano

Il sistema di tutela più efficace del verde esistente passa attraverso previsioni di inedificabilità assoluta di tali aree e nella contestuale incentivazione alla manutenzione del verde privato.

Particolare attenzione andrà prestata alla cura del verde pubblico e dei boschi comunali. Saranno ampliate le aree verdi, in special modo in ambito cittadino e saranno possibilmente previsti nuovi giardini, intervenendo nel contempo ad un miglioramento degli interventi di manutenzione e conservazione. Dovranno, anche in tale ambito, essere favorite le sperimentazioni di partecipazione collettiva nella gestione di spazi pubblici ed aree verdi con comitati di cittadini dei quartieri.

L’incremento degli spazi di verde urbano (parchi e giardini pubblici) passa anche attraverso un riuso delle zone urbane ancora inedificate, i vuoti urbani, che dovranno essere ripensati quali nuovi spazi di aggregazione.

5. Valorizzazione del patrimonio edilizio esistente mediante incentivazione degli interventi di sostituzione, riuso e recupero con tecniche proprie della bio-edilizia e del risparmio energetico. Verranno adottati strumenti di pianificazione e regolamentari che contengono sistemi di incentivazione (ad esempio meccanismi di premialità urbanistica o di semplificazione burocratica) legati alla qualità degli interventi realizzati ed, in particolare, che prediligano il recupero, il riuso o la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente, che prevedano una ri-edificazione con tecniche di bio – edilizia e di risparmio energetico anche superiori ai minimi richiesti per legge e che non prevedano l’utilizzo di aree inedificate ma restituiscano alla città nuovi spazi di verde urbano collettivo.

6. Strumenti normativi: primo compito dell’Amministrazione Comunale sarà quello di dotare la città di un nuovo P.R.G.C. L’approvazione della Variante n. 118, adottata il 06.08.2009, potrà essere possibile solo se il nuovo Consiglio Comunale sarà in grado di proporre ed approvare alcune modifiche essenziali, quali:

a. l’eliminazione delle zone C di espansione;

b. la riformulazione di tutte le norme relative alle zone O1, con una drastica riduzione delle destinazioni d’uso ammesse per evidenziare il carattere strategico delle zone in questione, e l’inserimento dell’obbligatorietà dell’iniziativa pubblica nella pianificazione di secondo livello;

c. l’eliminazione della zona G1c adiacente ai campi di golf di Padriciano;

d. l’inserimento, nelle norme tecniche di attuazione, di strumenti di premialità urbanistica per interventi di ristrutturzione energetica degli edifici realizzati con parametri migliorativi rispetto alle norme vigenti, anche mediante la redazione di uno specifico regolamento attuativo.

Anche dopo l’approvazione della Variante sarà comunque necessario prevedere alcune Varianti non generali ma di dettaglio, nel limite della flessibilità prevista dalla normativa urbanistica regionale, per risolvere alcuni elementi non risolvibili in fase di approvazione.

Infine, si dovranno impartire, entro il primo anno di amministrazione, nuove direttive per una Variante Generale che affronti, finalmente, il tema dello sviluppo sostenibile della città, e che non preveda nuovo consumo di territorio (P.R.G.C. a crescita zero).

Parallelamente si dovrà portare a compimento il Piano Particolareggiato del Centro Storico e si dovrà modificare il Regolamento Edilizio, incentrando il nuovo strumento sul recupero del patrimonio edilizio esistente e sul risparmio energetico.