Turismo e cultura

L’aumento costante delle presenze (+ 5% nel 2009 rispetto al 2008) e degli arrivi dei turisti in città è la risultante di una serie di fattori, tra cui un generale trend positivo del turismo culturale, le azioni promozionali sia degli enti preposti che delle singole strutture private, la vicinanza geografica ad aree intensivamente turistiche come Slovenia e Croazia. Restano assai bassi e costanti i pernottamenti (2,8 notti media).

Nel corso degli ultimi anni notevoli sono stati gli investimenti privati nella realizzazione e nella modernizzazione delle strutture ricettive: il numero degli hotel è aumentato portando i posti letto a circa 3000, a cui si devono aggiungere 1750 di bed and breakfast, case vacanze e agriturismo.

Il turistico non è un settore in difficoltà rispetto ad altri ed ha potenzialmente grandi margini di sviluppo anche a Trieste: non necessita di grandi investimenti ed infrastrutture, ma di maggior coordinamento, e può avere ricadute importanti in termini economici ed occupazionali, anche indirette.

Nel settore turistico il ruolo del pubblico è fondamentale in quanto detta le strategie, finanzia la promozione del territorio e sviluppa gli eventi. Purtroppo l’attuale amministrazione è mancata nell’elaborazione di una strategia e di un piano a medio e lungo termine sul turismo.

Linee di intervento:

1.      Promozione di una pianificazione partecipata, con il coinvolgimento di tutti i soggetti, pubblici e privati, attivi nel settore turistico e culturale; individuazione degli obiettivi ed elaborazione di una strategia condivisa sul medio e lungo periodo; coordinamento e promozione delle azioni stabilite per il raggiungimento degli obiettivi; monitoraggio dei risultati.

2.      Attivazione di una struttura di coordinamento turistico, quale strumento organizzativo e promozionale che realizzi concretamente quanto stabilito in fase di pianificazione,  individuando le linee di prodotto specifiche, i pacchetti e gli itinerari tematici attraverso i quali proporre Trieste concretamente sul mercato.

3.      Istituzione di un unico assessorato con deleghe al Turismo, ai Grandi Eventi e alla Cultura.

4.      Bocciatura del progetto di un Parco del Mare, non sostenibile dal punto di vista economico e non inserito in una più ampia pianificazione territoriale della città; analisi delle potenzialità del settore croceristico e del turismo congressuale.

5.      Promozione di nuove manifestazioni ed eventi, preferibilmente a carattere continuativo, in maniera da diversificare l’offerta e spalmare su tutto l’anno le attrazioni. Attualmente ci sono pochi grandi eventi (Barcolana, Bavisela) che concentrano molti contributi pubblici. Parte di tali risorse dovrebbero venir impiegate per il sostegno o la nascita di nuove proposte. Iniziative con forti riscontri positivi (Musei di sera, Serestate) devono venir prolungate nel tempo. Va ridotto invece il numero delle fiere cittadine, spesso di bassa qualità e uguali una all’altra.