Educazione e politiche sociali

L’attuale politica sociale del Comune segue la prassi ormai consolidata della gestione delle emergenze sia per quanto riguarda la scuola che per quello che concerne le classi sociali più deboli: gli anziani, i disoccupati, e i disabili.

Nessuna amministrazione comunale triestina ha mai seguito una politica di “prevenzione primaria”, attraverso l’ istituzione di un coordinamento di tipo permanente con gli operatori del settore. L’impossibilità di interfacciarsi e di coordinarsi con continuità tra loro, impedisce agli operatori di realizzare una prevenzione del fenomeno sociale piuttosto che di tamponamento del focolaio di disagio.

E’ ormai un dato di fatto che la modificazione del modello della famiglia tradizionale, trasformatasi in famiglia allargata, e l’aumento della disoccupazione dovuto alla crisi economica in atto, hanno determinato un incremento dei focolai di disagio e reso quanto mai pressante un intervento volto al monitoraggio e  alla pianificazione del welfare.

Linee di intervento:

    1. Sostegno a progetti che prevedono l’individuazione di luoghi di aggregazione per i giovani quale valido ed efficiente supporto nella gestione del tempo libero. La creazione di piccoli centri culturali (connessioni internet, sale per svolgervi attività musicali ecc…) sarebbe fondamentale nella prevenzione del bullismo e nello sviluppare una socialità sana e consapevole.
    2. Sostegno a iniziative rivolte ad educare i giovani all’iterculturalità, alla sensibilità verso i problemi del mondo e alla tutela dell’ambiente, da realizzarsi attraverso degli incontri da tenersi presso gli istituti scolastici cittadini, con appartenenti ad associazioni di volontariato, vigili del fuoco e protezione civile e WWF.
    3. Sostegno a progetti che prevedono il reinserimento di insegnanti precari e disoccupati
    4. Adeguamento dell’offerta alla domanda di posti in asilo nido comunale
    5. Verifiche periodiche della qualità dei servizi per anziani offerti dal Comune, direttamente o per mezzo di soggetti esterni (società cooperative) e potenziamento del servizio di assistenza  domiciliare.
    6. Sospensione del pagamento delle forniture di acqua – luce – gas per i disoccupati e più in generale per chi, in un determinato periodo di tempo, non possa far fronte a questi primari bisogni.
    7. Vendita da parte del Comune, a tariffe simboliche, di vecchie unità abitative a giovani coppie, purchè siano ristrutturate mantenendo i canoni stilistici storici.
    8. Applicazione, in concerto con la Provincia di Trieste, di sconti sui biglietti del trasporto pubblico a favore di disoccupati, studenti e pensionati.
    9. Sostegno (attraverso patrocinio, finanziamenti, messa a disposizione di sale per incontri) alla ricerca e alla medicina “alternativa/sperimentale”