Bilancio partecipativo

La trasparenza amministrativa va perseguita anche attraverso l’adozione del bilancio partecipativo, ossia di un processo decisionale che consiste in un’apertura della macchina istituzionale alla partecipazione diretta ed effettiva della popolazione nell’assunzione di decisioni sugli obiettivi e sulla distribuzione degli investimenti pubblici. Questa forma di democrazia diretta parte dal presupposto che, quando si parla di potere, il denaro rappresenta il principale oggetto del contendere e il bilancio è il cuore del funzionamento dell’amministrazione e dei servizi pubblici. Inoltre, il carattere pubblico degli incontri e la definizione di regole precise (inserite nello statuto comunale) favoriscono la trasparenza, riducendo i vincoli clientelari e favorendo la rintracciabilità dell’operato dei politici.

Le regole che andranno a definire l’applicazione del bilancio partecipativo nel comune di Trieste dovranno far riferimento a cinque criteri:

1.      la dimensione contabile-finanziaria deve essere esplicitamente discussa

2.      l’intero territorio comunale deve essere coinvolto nel processo consultivo e deliberativo

3.      il processo deve reiterarsi nel tempo secondo un ciclo di incontri prefissati.

4.      il processo deve includere forme di deliberazione pubblica

5.      rendicontazione finale dei risultati raggiunti

E’ nostra intenzione riuscire ad applicare il bilancio partecipativo a tutte le materie di competenza comunale che prevedano la possibilità di investire risorse umane e finanziarie, considerato che ogni intervento va ad influire direttamente sulla vita dei cittadini.

Il bilancio partecipativo ha inoltre l’indiscutibile pregio di andare a definire i luoghi della democrazia, ovvero spazi di incontro ed aggregazione che permettano il confronto e la libera discussione tra i cittadini, luoghi che ad oggi a Trieste mancano.