Energia

In Friuli Venezia Giulia esistono (dati Terna S.p.A.) impianti termoelettrici per una potenza complessiva di oltre 2.000 MW, rappresentati soprattutto dalle centrali di Monfalcone (976 MW) e Torviscosa (800 MW). Questi impianti potrebbero produrre in via teorica, calcolando un funzionamento di circa 7.000 ore all’anno, 14.000 GWh. Cui vanno aggiunti circa 1.700 GWh prodotti dalle centrali idroelettriche e fotovoltaiche, per un potenziale totale di circa 15.700 GWh.

Nel 2009 in Friuli Venezia Giulia sono stati prodotti 9.579 GWh (al netto delle perdite di rete). Di questi, 575 sono stati esportati fuori regione e 9.004 GWh sono stati consumati al suo interno. Erano stati 10.204 i GWh consumati nel 2008 ed il calo si spiega con la crisi economica. Le centrali esistenti sono quindi senz’altro in grado di soddisfare la domanda regionale di elettricità, anche se si tornasse ai livelli del 2008.

Anche il consumo di gas nella nostra regione è in fase di stabilizzazione/decremento. Nel 2008 sono stati consumati 2.600 milioni di metri cubi, contro i 2.400 del 2009.

Trieste non può e non deve diventare un polo energetico (rigassificatore, centrale termoelettrica) a scapito della salute dei cittadini e dell’ambiente. La strategia da seguire deve essere quella di razionalizzare i consumi ammodernando le tecnologie ed evitando gli sprechi, piuttosto che quella dell’aumento dell’offerta di elettricità (con nuove centrali ed elettrodotti di importazione) e di gas (attraverso i rigassificatori e i gasdotti).

Il Comune deve agire per ridurre gli sprechi degli edifici (uffici, scuole, ..) e degli impianti di proprietà e per promuovere la cultura del risparmio energetico fra i cittadini. Nell’arco di 5 anni è raggiungibile l’obiettivo di ridurre di almeno il 25% i consumi energetici in città.

Linee di intervento:

  1. No ai due progetti di rigassificazione. Assoluta contrarietà alla realizzazione dell’impianto di Zaule, sia per la tecnologia utilizzata (riscaldamento del gas liquido con l’utilizzo di acqua marina e conseguente alterazione della temperatura del mare; immissione nell’acqua marina di ipoclorito di sodio ad alta concentrazione che minerebbe l’esistenza di flora e fauna nella baia di Muggia), sia per la localizzazione scelta che comporta inadeguate condizioni di sicurezza per gli abitanti. Il progetto off-shore, che propone una tecnologia più avanzata, nasce in realtà già superato dalla possibilità di utilizzare navi gasiere dotate a bordo dell’impianto di rigassificazione. Per le considerazioni fatte in premessa, visto l’impatto ambientale degli impianti e la loro pericolosità, la Lista Civica Trieste 5 Stelle esprimerà la propria contrarietà ai progetti in tutte le sedi competenti.
  2. Strenua opposizione alla realizzazione di centrali nucleari.
  3. Valutazione dell’efficienza energetica degli impianti e degli edifici comunali e della bolletta energetica pagata dal Comune, effettuata da parte di una società in grado di intervenire e di fornire il proprio servizio nella forma di E.S.CO. (Energy Service Company), nell’ambito di contratti di servizio che comprendano, oltre alla gestione integrata dell’energia, anche altri servizi manutentivi atti al miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili comunali. Detti contratti dovranno prevedere una suddivisione del risparmio energetico netto acquisito tra gestore e Ente.
  4. Interventi per rendere più efficiente, dal punto di vista energetico, l’illuminazione pubblica e i semafori, utilizzando la tecnologia a led e i tubi solari, abbinata a sistemi fotovoltaici puntuali.
  5. Introduzione di criteri ecologici per le forniture dell’amministrazione comunale: carta certificata riciclata o FSC o Eco Label (anche la carta igienica), sacchetti per le immondizie e altri usi in mater-Bi, attrezzature elettriche ed elettroniche efficienti, mezzi di trasporto ibridi, detergenti per le pulizie Eco Label.
  6. Incentivi all’acquisto e installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici per produrre energia da immettere in rete (l’eccedenza) o acqua calda e riscaldamento; incentivi per l’acquisto di lampadine classe A per usi domestici.
  7. Varare un nuovo regolamento edilizio comunale che introduca, per i nuovi edifici o per le opere di ristrutturazione, criteri di risparmio energetico svincolati dalla normativa nazionale laddove più permissiva e non cogente e che favorisca l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e l’impiego di tecnologie bioclimatiche; che sancisca l’obbligo della classificazione energetica.