Digitale terrestre: un’imposizione piuttosto che un’innovazione”

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«Digitale terrestre, un’imposizione piuttosto che un’innovazione»

Pubblicato su il Piccolo del 09 dicembre 2010

«Il Dtt (digitale terrestre) è una scelta imposta dal progresso, che contribuirà ad allargare l’offerta di reti televisive gratuite e quindi fruibili dai ceti meno abbienti» si diceva, ma era chiaro fin dall’inizio che più che ai ceti meno abbienti, si pensava (come in tanti altri provvedimenti sempre digeriti senza eccessivi bruciori di stomaco dal popolo sovrano!) all’interesse di uno solo.
Si tratta di una odiosa imposizione di cui solo il tempo ci rivelerà tutte le conseguenze. Non era mai successo prima che un’innovazione tecnologica venisse imposta per legge senza dare ai consumatori la possibilità di scegliere. Ogni innovazione in passato, se veniva ritenuta utile, rendeva obsoleta la tecnologia a cui andava a sostituirsi, ma lo faceva gradualmente, senza oneri/obblighi per il consumatore.
Tant’è che potremmo ancora guardare un film in una televisione in bianco e nero, ascoltare un disco in vinile o fare un giro sulla carrozza trainata dai cavalli, senza che il legislatore ce lo impedisca. E questo è quello che, in riferimento alla tecnologia del digitale terrestre, accade anche in Europa. Ad esempio in Gran Bretagna l’86% delle famiglie riceve il segnale digitale ma il 70% continua a utilizzare l’analogico. Da noi, il segnale analogico, è stato cancellato per legge!
Ora possiamo orgogliosamente vantarci di far parte del paese più digitalizzato d’Europa. Ma è un triste primato visto che secondo l’Istat l’Italia è ancora al diciottesimo posto in Europa per quando riguarda la diffusione di Internet. E resterà indietro ancora per tanti anni, visto che il nostro governo preferisce aumentare a dismisura l’offerta televisiva e investire qui le sue magre risorse finanziarie piuttosto che investire in quello che è per eccellenza il «medium» del futuro, internet, appunto.
Questo comunque è comprensibile, visto che ormai tutti guardano la televisione e meno della metà sa usare un computer. Quindi qual è il luogo migliore dove imporre le notizie e fare propaganda politica se non la televisione?
Ma la legge Gasparri che introduce il Dtt , di fatto neutralizza tanto la sentenza della Corte di giustizia europea quanto quella della Corte costituzionale che prevedevano un destino amaro per il duopolio italiano Rai – Mediaset, senza modificare niente, nel senso che dai brutti e volgari programmi che ci propinava la vecchia televisione analogica si è passati ai brutti e volgari programmi trasmessi dalla tv digitale .
Andrea Sarubbi e Sandro Giombi
Lista Civica Trieste 5 Stelle

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