Dai rifiuti una fabbrica dei materiali

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20/1/2014

Il MoVimento 5 Stelle ha chiesto al sindaco Cosolini, con una mozione, di attivarsi per valutare l’interesse delle aziende a realizzare a Trieste un impianto di trattamento a freddo dei rifiuti.

Attualmente i rifiuti indifferenziati vengono bruciati nell’inceneritore di via Errera. Questo trattamento presenta due aspetti negativi. Bruciando e distruggendo materia si disperde sempre più energia di quella che si trattiene con i sistemi di recupero energetico, anche perché per produrre nuovi materiali è necessaria altra energia. L’Unione Europea ha chiarito che nella strategia per affrontare i rifiuti al primo posto c’è la riduzione e poi vengono riciclaggio e riuso. Il 25 aprile 2012 il Parlamento europeo ha votato la proposta di risoluzione (2011/2068) su “un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse” che fra l’altro chiede “alla Commissione di presentare proposte entro il 2014, allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine di questo decennio, l’incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili”.

Inoltre l’utilizzo dell’inceneritore ha un forte impatto ambientale, con produzione di polveri sottili e diossine. La dottoressa Patrizia Gentilini, presidente dell’associazione Medici per l’Ambiente Isde, ha dichiarato che «Non c’è veleno che non esca dagli inceneritori. Le diossine, per esempio, che hanno un tempo di persistenza nel sottosuolo di 100 anni e nel corpo umano di circa 7 anni. La contaminazione delle colture agricole fa sì che noi assumiamo le diossine attraverso i cibi e diventiamo ricettacoli di veleni che poi trasmettiamo ai figli. Poi c’è il particolato, tanto più pericoloso quanto più alta è la temperatura. Negli inceneritori la combustione avviene ad altissime temperature perché questo dovrebbe ridurre le emissioni di diossina, ma allo stesso tempo produce un particolato più fine che i filtri non riescono a trattenere. Poi ci sono arsenico, piombo, cadmio e altri metalli pesanti» [fonte: http://qualenergia.it/articoli/20110124-l-incenerimento-e-i-rischi-la-salute-intervista-patrizia-gentilini].

È necessario quindi passare da un trattamento a caldo, come l’incenerimento, ad uno sistema meccanico a freddo in grado di recuperare i materiali e senza impatto ambientale. Nel 2017 scade la concessione che il Comune ha dato ad AcegasAps per lo smaltimento. Perché non cogliere questa occasione e rivedere tutto il sistema di trattamento dei rifiuti?

Va infine sottolineato che il documento è stato votato online da 56 attivisti triestini (54 voti favorevoli, 2 contrari).

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