da Il Piccolo dd 02 febbraio 2011

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Bandelli: ci differenzia l’assenza di pressioni
Il “grillino” Menis: «Contrari ad accordi, si tramuterebbero in inciucio»
Un’altra Trieste: «modalità» diverse

Questione di «modalità». Franco Bandelli, candidato sindaco indipendente con Un’altra Trieste ma appartenente all’universo del centrodestra, guarda con favore a un patto fra candidati che, afferma, «avevamo proposto dall’inizio, con tre temi base: lavoro e occupazione, sanità e ambiente». A prescindere dalle tematiche prioritarie, sulle quali «non è difficile trovare una condivisione – prosegue Bandelli -, saranno le modalità con cui verranno affrontate a differenziare le varie proposte». E proprio in questo senso l’ex assessore comunale ritiene di aver una carta da giocare in più rispetto ad altri concorrenti: «Essendo una lista civica, abbiamo un’autonomia spiccata, differente da chi invece ha un partito alle sue spalle. Non subiamo cioè alcuna pressione. Il nostro no al rigassificatore, ad esempio – conclude Bandelli -, è e resterà tale».
A uscire dal coro ci pensa Paolo Menis, candidato dei “grillini”, dichiarandosi nettamente contro a ogni possibile accordo preliminare su linee condivise con schieramenti politici: «I partiti hanno fatto morire questa città – dice -. Siamo contrari a qualsiasi patto che in definitiva si tradurrebbe in un inciucio fra i soliti noti. I cittadini hanno bisogno di chiarezza, devono trovarsi di fronte ad alternative limpide, valutando i programmi elettorali». A proposito, Menis elenca la lista delle “sue” sei priorità: «Bonifiche, riconversione della Ferriera, mobilità cittadina moderna, connettività gratuita a internet, un piano di sviluppo sulle energie rinnovabili e la difesa dell’acqua pubblica».La prima voce nell’elenco delle priorità su cui fondare un patto fra candidati è, per Uberto Fortuna Drossi, l’ex illyano appoggiato dal Comitato per la città metropolitana di Trieste, quella delle «aree da bonificare». Ma non solo. Sul versante delle infrastrutture, prima di tutto secondo Fortuna Drossi va «rafforzata la rete ferroviaria esistente per il trasporto delle merci e che deve essere collegata con il Porto». «Un patto? Condivido, certamente – prosegue -, poi sarà il metodo con cui si individueranno gli ostacoli a fare la differenza. Nei rapporti con il governo, Trieste deve rendersi utile all’Italia e non chiedere come concetto assistenziale». Sul piano turistico, «la città deve creare contenuti – conclude Fortuna Drossi – con mostre ed eventi alternativi, che siano cioè un valore aggiunto, per riuscire a far restare a Trieste le persone». (m.u.)

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