Cristian Sergo (M5S) commenta la finanziaria regionale: “La Regione rallenta la sperimentazione sul reddito di cittadinanza, ma i soldi ci sarebbero già”

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Ci troviamo a discutere della Legge Finanziaria 2015, una Legge che a differenza degli anni che hanno preceduto questa Legislatura, non è più l’occasione per sistemare tutti i settori della nostra Economia, in quanto non disponiamo più di tutte quelle risorse, non solo per i problemi economici che attanagliano sia la nostra Regione che il nostro Paese, ma perché ormai ci siamo abituati a vivere questa Finanziaria in due tempi. Come avvenuto per l’anno 2014 la partita più importante per quanto riguarda i investimenti verrà giocata durante l’assestamento di bilancio.-

Proprio per questa scarsità di risorse disponibili, anche nelle Commissioni di merito abbiamo posto l’attenzione su alcuni interventi che non possono far parte di questa Legge Finanziaria, ma che sarebbero molto utili per garantire la liquidità necessaria per far ripartire lo sviluppo di questa Regione. Sebbene in gennaio discuteremo i disegni di legge per lo sviluppo industriale del Friuli Venezia Giulia e per i quali sono stati stanziati 27 milioni di euro (se non erro diventati 34 con gli ultimi aggiustamenti della Giunta Regionale), abbiamo ritenuto opportuno portare all’attenzione della Giunta qualche altra promessa elettorale non mantenuta che potrebbe raddoppiare le risorse disponibili. Mi auguro anche che per gennaio 2015 avremo il resoconto di cosa abbia fruttato per l’Economia di questa Regione lo stanziamento di 180 milioni di euro dell’extra gettito del luglio 2013. Forse dopo quasi due anni potremo avere un’idea complessiva dell’utilizzo di quei soldi.-

Infatti, se è vero che nel mese di marzo 2014 dopo tanti proclami e battaglie portate avanti da due anni anche dal MoVimento 5 Stelle si è arrivati alla revoca della realizzazione del Collegamento Veloce Palmanova Manzano, è anche vero che ci saremmo aspettati che almeno una parte delle risorse originariamente impegnate e autorizzate per l’opera venissero destinati alle Imprese così come promesso, così come sarebbe logico, così come richiesto dagli stessi imprenditori del territorio.

E’ bene ricordare che tale opera è stata negli anni finanziata sia con fondi statali (per circa 65 milioni di euro) sia con fondi regionali (per circa 24 milioni di euro). Trovandoci di fronte la revoca del bando di gara, già indetto nella passata legislatura, abbiamo ascoltato con attenzione l’assessore Santoro che è venuta in commissione (la scorsa primavera) a relazionarci sulla necessità di alcuni piccoli interventi su quel tratto di strada. Ma da quanto riferitoci dall’Assessore Santoro due settimane fa in commissione i tre piccoli interventi (perché non ce ne sono stati illustrati di nuovi, sempre di quelli trattiamo) costeranno alle casse dello stato e della Regione comunque 89milioni di euro. Ebbene, noi questo non lo possiamo accettare e se non è possibile intervenire con un emendamento per risolvere il “problema”, sicuramente lo potremo fare con un ordine del giorno, un impegno preciso da chiedere a questa Giunta per mantenere ciò che erano le promesse della Presidente Serracchiani in campagna elettorale, in coerenza anche con quanto scritto nelle delibere di giunta che giustificavano la revoca del bando di gara.-

Mi consenta una citazione Presidente: “Ho ripetuto più volte che la Palmanova–Manzano è un’opera senza più senso, che consuma territorio e getta 90 milioni di euro in un momento in cui quel denaro andrebbe investito per un reale rilancio dell’economia di quel territorio, per imprese e lavoratori. Meno di un mese fa lo stesso Presidente del distretto ha confermato che dal 2000 ad oggi il manzanese ha perso oltre il 35% delle sue aziende e che non sarà certo una strada locale a riportare qui le aziende o a far arrivare gli ordini”. Correva il giorno 2 aprile 2013, venti giorni prima delle elezioni, dichiarazioni virgolettate della Presidente Serracchiani.

Mentre il 22 marzo 2014 l’Assessore Santoro dichiarava convinta: “È indubbia la necessità di ricostruire le condizioni per la ripresa dello sviluppo nel Distretto della sedia, ma tale sviluppo non si regge su nuove infrastrutture”. Meno male verrebbe da aggiungere.-

Ora, o meglio fra qualche giorno con la votazione di un nostro Ordine del Giorno, saremo noi a chiedere che quelle non rimangano parole vuote e al vento, ma impegni concreti, per sistemare e intervenire dove necessario ma fare le dovute economie da spendere laddove la nostra Regione ha bisogno.-

Tornando sulla finanziaria “corrente”, dove in mancanza di risorse e investimenti (rimandati a luglio), abbiamo accolto con favore lo stanziamento di dieci milioni di euro per futuri interventi di sostegno al reddito delle famiglie. Ma, come primo firmatario della proposta di legge del movimento 5 stelle per l’istituzione del reddito minimo garantito, non posso che lamentarmi per l’inspiegabile lentezza con cui questa Giunta si appresta a utilizzare queste risorse. Dopo l’ordine del giorno di agosto a firma lunga e trasversale, ci saremmo aspettati si di trovare in questa finanziaria uno stanziamento per la sperimentazione promessa, ma anche una calendarizzazione in terza commissione della discussione sulla nostra proposta di legge. Ciò invece come appreso nell’ultima riunione dei capigruppo non avverrà. Il tutto lascia pensare che anche nei primi sei mesi del 2015 non si parlerà affatto di sostegni al reddito tra queste mura e che di conseguenza la promessa sperimentazione non partirà prima dell’autunno 2015, ad esser ottimisti. Troppo tardi per poter esser valutata in tempo utile da permetterci di destinare una cifra ben più consistente (quella definitiva) fra un anno esatto in fase di finanziaria 2016, rimandando ulteriormente un intervento che era stato considerato URGENTE e NECESSARIO durante la scorsa campagna elettorale ma che prima della primavera 2016 non sapremo nemmeno se la sua sperimentazione sarà positiva o meno.

Manca il coraggio? Di sicuro non mancano le risorse, così come ci siamo sforzati di dimostrare durante l’ultima sessione di assestamento. Ne è dimostrazione lo stanziamento di dieci milioni di euro, ma anche le maggiori entrate accertate con l’emendamento 1.2 della stessa Giunta Regionale che ci permetterà una maggior spesa di 34 milioni in extremis.-

Infine, Presidente mi permetta di toccare un argomento che dovrebbe stare a cuori di tutti noi. Da cittadini di questa Regione non possiamo più tollerare che anche il nome Friuli Venezia Giulia sia associato a quello della “Mafia”. Se da un lato sarebbe solo che ora che se ne inizi a parlare e a porre l’attenzione su questo fenomeno ed è positivo che lo facciano gli inquirenti e i magistrati e non solo i cittadini. Dall’altro sarebbe il caso che anche la classe politica e dirigente iniziasse a parlare di queste cose.-

Ci sono Consigli Regionali che hanno al loro interno una vera e propria Commissione Speciale AntiMafia.

Siccome non ci piace perdere facile non è nostra intenzione richiedere che se ne istituisca una anche in questo Consiglio, magari per sentirci dire che non è nostro compito analizzare tali fenomeni (però lo è il sindacato ispettivo, ma lo è anche per nostri colleghi consiglieri in giro per la penisola) o trovarci di fronte colleghi che minimizzano l’importanza e la gravità della situazione.

Un mese fa ormai mi trovavo in piazza della Libertà a Udine a manifestare la solidarietà al Magistrato Nino di Matteo, pm nel delicato processo sulla trattativa stato mafia. In quella occasione ebbi modo di annunciare che è nostra intenzione richiedere un osservatorio sulle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio.-

Due settimane dopo è scoppiato quello che è conosciuto come lo scandalo di MafiaCapitale e agli occhi di tutti è stato evidente quanto questo pericolo sia reale ma soprattutto dannoso anche per la nostra società. Sempre più spesso, per motivi legati ad appalti, subappalti, ditte coinvolte leggiamo anche sui nostri quotidiani di indagini, arresti, processi legati a questi fenomeni.-

Pochi giorni orsono il Procuratore Capo di Trieste Mastelloni a proposito delle infiltrazioni criminali nel territorio regionale dichiarava: «I clan sono nelle aziende e cercano legami con la politica». «Qui le cosche hanno già fatto il salto di qualità, ora serve rafforzare la polizia».

«Oggi l’antagonista non porta più la coppola, ma è inserito nei circuiti medi dell’artigianato, della piccola industria e degli istituti bancari, pronto a sfruttare la disponibilità all’illecito dei pubblici amministratori e delle piccole aziende in difficoltà». «Il fine immediato è uno solo: corrompere i primi e porre “sotto tutela” – anche estorsiva- i titolari delle piccole e medie imprese. Il fine ultimo poi è accaparrarsi tutto e tutti. Il ricorso alla violenza è l’ultima ratio. Di qui la difficoltà delle correlative indagini, vista la carenza di denuncia penale. Gli anonimi servono a poco o a niente. E nemmeno ne arrivano tanti che affrontano il tema. Anzi sono sintomo di resistenza culturale e quindi di debolezza del corpo sociale».

Auspico, signor Presidente, che sia volontà di questo Consiglio voler audire nella Commissione Competente il procuratore Capo Mastelloni, per capire se e come consiglieri regionali possiamo aiutare gli inquirenti a combattere questo male che ormai già ha colpito la nostra regione ma di cui potremmo impedire la sua diffusione.-

Se si vuole diventare attrattivi per gli investimenti è importante potersi definire non solo Regione Ogm Free ma anche Mafia Free.


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