CR: respinta mozione M5S riforma nazionale istruzione e formazione

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8 Settembre 2015, ore 12:25


(ACON) Trieste, 8 set – AB – Mozione del Gruppo consiliare regionale del MoVimento 5 Stelle sulla riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, pubblicata lo scorso luglio, per la quale vorrebbero fosse promossa dalla Regione la questione di legittimità costituzionale.

Non è una questione politica, ha precisato Eleonora Frattolin; si tratta di una serie di profili di incostituzionalità sui quali ha chiesto l’attenzione del Consiglio regionale e una valutazione oggettiva. Una simile mozione è già stata approvata dai Consigli regionali di Puglia e Veneto.

In particolare, all’articolo 1, comma 73 della legge n. 107/2015 è configurabile una violazione dell’articolo 3 della Costituzione rispetto ai principi di uguaglianza formale e sostanziale. Tale disposizione prevede infatti che, a partire dall’anno scolastico 2016/2017, il personale docente delle istituzioni scolastiche statali con contratto a tempo indeterminato sia destinatario di incarichi triennali proposti dai dirigenti scolastici degli albi territoriali provinciali: ne deriva un’immissione in ruolo lontana da un’effettiva assegnazione di posto che risulta eventuale e appannaggio delle scelte del dirigente scolastico, col rischio che le stesse assumano carattere di arbitrarietà. Il principio di uguaglianza richiede che situazioni uguali siano trattate alla stessa stregua e situazioni eterogenee siano trattate in maniera diversa. In questo caso si verrebbero a creare due categorie di lavoratori, astrattamente omogenee, ma con trattamento differente, soprattutto con riferimento alla posizione nei confronti del dirigente scolastico.

Sempre all’art.1, al comma 33 si ravvisa una violazione degli articoli 3, 4 e 34 della Carta costituzionale nella parte in cui, in relazione all’alternanza scuola-lavoro, si fa esplicito riferimento all’obbligo e non alla mera possibilità di svolgere esperienze come formazione culturale generale e non come formazione tesa a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro.

Al comma 4 del novellato articolo 3 del regolamento, di cui al DPR 8 marzo 1999 n. 275, si profila la lesione dell’autonomia degli organi collegiali a favore di un organo monocratico, il dirigente scolastico. Difatti, il Consiglio di Istituto, diversamente dal passato, non definisce gli indirizzi del piano dell’offerta formativa (POF) ma è il dirigente scolastico a dettare gli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e amministrazione. Prima della novella il Consiglio di Istituto dettava gli indirizzi a cui il Collegio dei docenti si doveva attenere nell’elaborare il POF, per poi essere adottato dal Consiglio. Con il recente intervento normativo, il legislatore ha inteso conferire un potere soverchiante rispetto agli organi collegiali in capo al dirigente scolastico, che può respingere le elaborazioni del Collegio o le approvazioni del Consiglio di istituto, qualora non siano conformi agli indirizzi da lui dettati. In tal modo gli organi collegiali, seppur indirettamente, vengono svuotati delle loro funzioni essenziali. Il collegio, organo tecnico professionale con competenza in ambito pedagogico didattico, potrebbe perdere o vedere fortemente depauperate le sue funzioni.

Infine, all’art. 1 comma 44, si ritiene che il legislatore statale sia andato oltre il limine del dettato dei principi generali, spingendosi fino a prevedere norme di dettaglio invece che limitarsi a indicare principi organizzativi in materia di istruzione, eccedendo il confine di cui all’art. 117 terzo comma e ledendo il riparto di competenze in materia di formazione professionale, materia riservata alle Regioni in via esclusiva.

Nel corso del dibattito la mozione non ha raccolto molti consensi. Una delle critiche di fondo è stata che non si ravvisano palesi elementi di incostituzionalità che possano impegnare la Giunta a promuovere un’azione innanzi alla Consulta. La mozione è stata respinta, avendo ottenuto 6 sì, 27 no e 3 astensioni.

Approvato invece (24 sì, 10 no, nessun astenuto) un ordine del giorno sempre a firma dei cinque portavoce del M5S – Frattolin, Bianchi, Dal Zovo, Sergo, Ussai – emendato dall’assessore Loredana Panariti, che impegna la Giunta continuare e a implementare il proficuo lavoro già svolto sul territorio, promuovendo incontri formativi rivolti a operatori del settore affinché venga chiarita la corretta interpretazione del comma 16 dell’articolo 1 della legge nazionale 107/2015, nonché a vigilare che non vi sia, da parte degli stessi operatori e amministratori, la divulgazione di erronee informazioni.

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