Coopca, Sergo (M5S): «I vertici di LegaCoop devono formalizzare “ufficialmente” la liberalità da 13,5 milioni di euro in favore dei soci»

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«Grave l’assenza della Regione alla riunione dei soci prestatori di Coopca. Tremila cittadini e famiglie per lo più carniche, ma alcune provenienti anche dal Veneto, avrebbero voluto capire qualcosa di più della relazione del commissario giudiziale Fabiola Beltramini. Con una lettera indirizzata al presidente del Comitato dei soci Angelillo, la presidente Serracchiani ha fatto sapere che per impegni personali presi precedentemente non avrebbe potuto partecipare all’assemblea di Buja. Serracchiani però non si è preoccupata nemmeno di farsi sostituire da qualche assessore o da qualche funzionario della Direzione Cooperazione».

«Altra assenza di peso è stata quella di rappresentanti di LegaCoop. Sarebbe stata una bella occasione per il mondo cooperativo di fare luce e chiarezza sulle voci di stampa inerenti la famosa liberalità da 13,5 milioni di euro. Poteva essere l’occasione per metterci la faccia e dimostrare le reali intenzioni delle cosiddette “coop rosse” circa il loro intervento per salvaguardare i risparmi dei prestatori».

«I soci hanno potuto così prendere atto di un piano concordatario insoddisfacente, grazie alla relazione del dr. Cernuta che era stato invitato a una conferenza sulla situazione Coopca a Tolmezzo proprio dal MoVimento 5 Stelle ancora a dicembre. Il piano si basa ancora sulla vendita totale degli immobili e sull’avviamento di tutti i negozi, anche quelli che finora non hanno ricevuto alcuna offerta, questo di fatto è l’unico impegno preso dal Cda per recuperare i fondi disponibili a pagare i creditori. Stando alle ottimistiche previsioni del piano, qualora si realizzasse il massimo, ai soci chirografari spetterebbe una cifra di circa 14 milioni di euro. Di questi il 67% sarebbe destinato ai soci prestatori. Poco meno di dieci milioni di euro. Ogni milione che non viene realizzato seguendo il piano andrebbe a intaccare questa cifra».

«Fa riflettere, a tal proposito, notare come i costi prededucibili (rappresentati principalmente dalle spese di procedura, dai fondi rischi spese prededucibili, dalle spese professionali per l’accesso alla procedura di concordato preventivo e dagli oneri prededucibili derivanti dalla prosecuzione dell’attività dal 17 novembre 2014 fino al 31 dicembre 2015), siano aumentati di oltre 500 mila euro e gli importi riconosciuti ai debitori privilegiati siano lievitati da 1 milione e trecentomila euro».

«Tutti questi soldi in più per oneri prededucibili e creditori privilegiati, ma anche le costanti perdite che il bilancio della Coopca fa segnare mensilmente, unite all’incertezza della vendita dell’avviamento dei negozi rimasti senza offerte e dei relativi immobili ancora di proprietà della Cooperativa, andranno a corrodere ancora di più la cifra destinata ai debitori chirografi e quindi anche ai soci».

«Ecco perché l’unica speranza di recuperare “qualcosa” per i soci è ad oggi rappresentata dalla liberalità promessa (a mezzo stampa e mai ufficialmente) da LegaCoop. Come MoVimento 5 Stelle per salvaguardare la credibilità del prestito sociale di tutte le cooperative, non solo quelle regionali, riteniamo sia assolutamente necessario che i vertici di LegaCoop formalizzino “ufficialmente” questo impegno preso con i soci. Se l’effetto domino che si è creato a Tolmezzo dopo le notizie provenienti da Trieste si verificasse in tutta Italia per le “cooperative rosse” il contraccolpo sarebbe difficile da sostenere».

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