Consorzio Boschi Carnici, Bianchi (M5S): «Invece di tutelare e valorizzare il patrimonio boschivo comprano quadri, affidano discutibili incarichi esterni e cercano di acquistare un fabbricato fatiscente. Sempre più urgente un deciso ricambio generazionale»

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«Spese inopportune, incarichi esterni alquanto discutibili e nomine di matrice sfacciatamente politica. Il Consorzio Boschi Carnici è l’ennesimo esempio di come non debba essere gestito un ente pubblico». La portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elena Bianchi, attacca duramente le modalità di gestione del Consorzio di Tolmezzo.

«Fra le sue funzioni storiche, riguardanti la filiera del legno in Carnia, troviamo quella produttiva legata al legname, alle resine ma anche ai frutti e ai funghi, quella di tutela del suolo e delle installazioni attraverso l’azione regimante delle acque, la difesa dall’erosione, dalle frane, dalle valanghe, dal vento, e più di recente quella turistico-ricreativa. Da tempo in Carnia a queste si è aggiunta però quella dell’interesse privato – spiega Bianchi -. Il Consorzio Boschi Carnici (www.consorzioboschicarnici.it) è infatti un’Azienda speciale consorziale riconosciuta dalla legge regionale 36/1991 che gestisce una vasta proprietà pubblica (oltre 3.000 ettari) a destinazione silvo-pastorale distribuita sul territorio di 18 comuni della Carnia».

«Lo statuto – aggiunge la portavoce M5S – affida a questo ente pubblico l’amministrazione, la gestione e il miglioramento dei boschi demaniali nonché compiti di aggiornamento e di assistenza tecnico-forestale ed agraria nell’ambito del proprio circondario, avvalendosi del personale tecnico dipendente. Può, ove la situazione finanziaria dell’ente lo consenta, incrementare la sua proprietà con l’acquisto di nuovi beni silvo-pastorali e di altre realtà immobiliari. Bene, nonostante lo statuto individui chiaramente le finalità istituzionali, il Consiglio di amministrazione del Consorzio, con delibera n. 86 dell’8 novembre 2012, ha disposto l’acquisto di due opere dell’artista Giulio Cargnelutti intitolate “La vita” e “Putti musicanti” per una spesa complessiva di ben 6.292 euro al fine della loro collocazione a decoro della sala dell’assemblea quale testimonianza – ricorda Bianchi – dell’attenzione e dell’apprezzamento dell’ente nei confronti delle tematiche rappresentate dall’artista».

«Sotto il profilo amministrativo non mancano inoltre incarichi esterni i cui presupposti restano lacunosi anche per le stesse amministrazioni partecipanti o il tentativo di acquisto (delibere CdA 27/2010, 3/2011, 19/2012, 24/2013, 28/2014) di un’area attrezzata per insediamenti produttivi (ex segheria Capellari) per 350 mila euro che avrebbe richiesto – da subito – ulteriori  100 mila euro per la sistemazione della stessa prima di poterla effettivamente utilizzare, a cui sono seguite ben cinque richieste annuali di finanziamento inoltrate alla Regione. Tanta insistenza per un fabbricato che, come rilevato in atti “in considerazione alle vicissitudini legate alla proprietà e al lungo periodo di inattività” richiede dei lavori “al fine di garantire e migliorare la futura gestione aziendale”, non appare legata ad esigenze immediate dell’ente».

«Passando poi al management del Consorzio, la giunta comunale di Tolmezzo, con delibera 35 del 17 febbraio 2015, ha stabilito – in sede di rinnovo delle cariche – di sostenere la linea del rinnovamento della gestione, attraverso un presidente e di consiglieri da individuare in persone di provata competenza, dotate delle necessarie capacità e di alta motivazione per il tipo e le finalità dell’incarico, favorendo nel contempo un deciso ricambio generazionale. Non è un segreto – sottolinea la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle – che l’attuale presidente, ex dipendente pubblico in pensione dall’ottobre del 2003, abbia un curriculum politico di tutto rispetto e risulti in carica dal 4 settembre 2009. Un bel esempio di rinnovamento e ricambio generazionale bipartisan!».

«Senza dimenticare – conclude Bianchi –  che si è dato il via libera al rinnovo di questo incarico senza minimamente prendere in considerazione la legge 114 dell’agosto 2014 che impedisce il conferimento di incarichi di vertice in enti pubblici in favore di soggetti in quiescenza a decorrere dal 25 giugno 2014».

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