Consiglio Regionale: il M5S si oppone al patto Serracchiani/Padoan

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Alle opposizioni non va giù il nuovo protocollo d’intesa tra lo Stato e la Regione FVG, sottoscritto dalla presidente Serracchiani con il Governo nella persona del ministro dell’economia e finanze Padoan.
Così Alessandro Colautti (NCD), Luca Ciriani (FdI/AN), Riccardo Riccardi (FI), Eleonora Frattolin (M5S), Barbara Zilli (LN) e Roberto Revelant (AR) hanno firmato assieme una mozione che critica quel patto, soprattutto perché nei confronti del Friuli Venezia Giulia il Governo potrà modulare i crediti senza alcuna norma di salvaguardia, mentre ad esempio nei confronti del Trentino potrà farlo solo in casi eccezionali e comunque non oltre il 10%.
Colautti, illustrando la mozione, ha inoltre criticato la fretta con la quale si è voluto chiudere questo nuovo accordo, la rinuncia ai ricorsi precedenti alla Corte costituzionale e ha puntato l’indice sulla natura giuridica del trasferimento annuo che, sebbene inferiore in termini finanziari a quello previsto dal precedente accordo Tondo-Tremonti, si configura come un contributo della Regione Friuli Venezia Giulia finalizzato alla sostenibilità del debito pubblico nazionale: così i nostri soldi – ha detto – finiranno nel grande buco finanziario dello Stato.
Il Tondo/Tremonti – ha puntualizzato Colautti – pur più oneroso, consentiva invece di non trasferire soldi a Roma senza l’attribuzione alla Regione di nuove competenze, mentre con il patto Serracchiani/Padoan rinunciamo a ulteriori attribuzioni di funzioni amministrative e ciò rappresenta un gravissimo vulnus alla nostra autonomia.
Dopo un breve dibattito, ha replicato punto per punto l’assessore Francesco Peroni.
Il tempo evolve le situazioni e questo patto ne è figlio; inoltre, non abbiamo perso alcuna prerogativa per acquisire nuove competenze. La rinuncia ai ricorsi è dovuta al fatto che esistono già sentenze della Consulta che hanno registrato la soccombenza delle Regioni speciali e noi, ragionevolmente, non potevamo prevedere un destino diverso.
La triennalità del patto, ha aggiunto Peroni, non è un limite di questo accordo: i 370 milioni che prima dovevamo versare allo Stato erano un ergastolo finanziario. Meglio quindi uno schema triennale che un patto perpetuo. Patto che abbiamo prudenzialmente ancorato al regime di armonizzazione e di pareggio di bilancio e che quindi richiederà una verifica.
La trattativa non è stata troppo spedita, anzi, avremmo voluto che fosse anche più veloce dal momento che incombeva la legge di stabilità.
Non c’è la clausola di salvaguardia del Trentino, è vero, ma un domani scopriranno che quella clausola cadrà alla prima norma di stabilizzazione nazionale e poi dovranno fare ricorso alla Corte costituzionale con, a mio giudizio, scarse prospettive di successo.
Peroni ha concluso affermando che quello che alcuni hanno definito un patto scellerato ci sta invece consentendo di presentare una finanziaria regionale per il 2015 sostenibile.
La mozione è stata infine respinta con 25 voti contrari della maggioranza, mentre i sì delle opposizioni si sono fermati a 19.

1 commento

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