Cie di Gradisca, il MoVimento 5 Stelle Fvg dice no all’ipotesi di riapertura. Dal Zovo: «Il governo e la presidente hanno cambiato idea?». Freschi: «È una struttura inadeguata e troppo vicina al centro abitato»

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Il gruppo regionale del MoVimento 5 Stelle chiede con forza che non venga riaperto il Cie di Gradisca d’Isonzo. «Se le notizie di stampa di questi ultimi giorni venissero confermate, saremmo di fronte all’ennesimo cambio di programma di questo governo. A più riprese la presidente Serracchiani e il ministro Alfano si erano, infatti, pronunciati per la chiusura della struttura. Bene – sottolinea la consigliera regionale M5S Ilaria Dal Zovo -, oggi si parla addirittura di una riapertura nei primi mesi del 2015, dopo che alcuni lavori di riqualificazione saranno completati. Non si dimentichi poi che questo Consiglio ha ribadito con una mozione la propria contrarietà. La presidente Serracchiani si è impegnata con i cittadini del Friuli Venezia Giulia affinché quella struttura non venisse riaperta».

«La riapertura del Cie, al di là di quello che rappresenta sotto l’aspetto dei diritti dell’uomo con l’assurdo principio della “detenzione amministrativa”, è la rappresentazione dell’incapacità gestionale di una grave emergenza umanitaria – aggiunge il consigliere comunale M5S di Gradisca d’Isonzo Michele Freschi -. Oltre ad essere un sistema totalmente immorale, il Cie di Gradisca è stato collocato in una struttura del tutto inadeguata. Con tutte le possibilità che offriva il territorio in fatto di caserme dismesse si è optato in modo insensato per la Polonio che è vicina al centro abitato».

«Gli errori non finiscono qui – incalza il portavoce M5S -. Nel definire gli spazi si è scelto di realizzare il Cie nella parte sud, cioè nella parte più vicina alle abitazioni. Queste scelte inopportune hanno provocato continui disagi ai nostri concittadini. Per esempio, quando gli “ospiti” della struttura hanno protestato, è accaduto che le forze dell’ordine abbiano utilizzato fumogeni o lacrimogeni per contenere i rivoltosi e che questi fumi sgradevoli, spinti dal vento, abbiano più volte raggiunto le abitazioni».

«Riaprire il Cie è un errore gravissimo – ribadisce Ilaria Dal Zovo -. Non possiamo infine dimenticare che, secondo lo studio del 2013 dell’associazione Lunaria “Costi disumani”, dal 2007 al 2012 i Cie, i Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e i Centri di primo soccorso e centri d’accoglienza ci sono costati più di un miliardo di euro. I risultati di questo sistema assurdo purtroppo sono sotto gli occhi di tutti».

«Chiediamo pertanto alla presidente Serracchiani di rispettare gli impegni presi e di prendere posizione immediatamente contro questa paventata riapertura. È la presidente della Regione e deve essere il garante dei cittadini e della tutela dei diritti umani, cosa che il Cie – conclude la portavoce M5S – non garantisce affatto».

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