Canapa industriale, Dal Zovo (M5S): «Diamo vita a una filiera ecologica ed ecosostenibile anche nel Friuli Venezia Giulia»

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È presente sul blog di Beppe Grillo nella sezione “Sistema Operativo” – dove gli iscritti posso partecipare concretamente alla scrittura dei provvedimenti legislativi del MoVimento 5 Stelle – la proposta di legge che punta a realizzare una filiera della canapa industriale nel Friuli Venezia Giulia. Presentata dai portavoce M5S in Consiglio regionale – prima firmataria Ilaria Dal Zovo – questo provvedimento rimarrà sulla piattaforma web per 60 giorni per consentire a tutti di apportare miglioramenti al testo legislativo.

«A differenza della “indica”, canapa considerata sostanza stupefacente e riconosciuta a livello internazionale per i suoi effetti terapeutici, la “sativa”, con un contenuto molto basso di Thc, viene utilizzata in diversi settori e la sua coltivazione non è proibita – spiega Dal Zovo -. Oggi ogni parte della pianta di canapa Sativa può essere usata in vari settori: nell’agroalimentare, nell’edilizio e industriale (mattoni, pannelli isolanti termo/acustici, intonaci, malte) e nel manifatturiero (tessile, carta). Un mondo di applicazioni che sta rendendo la coltivazione della canapa allettante per un nuovo mercato che si sta allargando sempre più anche grazie ad un’economia “green”, che prevede l’uso di materie biologiche ed ecosostenibili per alimentare le nuove tecnologie industriali».

«In passato la coltivazione di canapa era estesa proprio per la sua versatilità. Essa fornisce, infatti, da millenni un’ottima fibra tessile. Ricordiamo che importanti paesi produttori sono Cina, Corea del Nord, Ungheria, ex Jugoslavia, Romania, Polonia, Francia e Italia – sottolinea la consigliera regionale pentastellata -. Per centinaia di anni, fino alla seconda metà del Novecento è stata, inoltre, utilizzata anche per la produzione di carta».

«La canapa “sativa” può essere utilizzata anche per bonificare terreni inquinati: queste piante fungono infatti da pompe di calore, assorbono dal terreno metalli pesanti e li stoccano nella foglia e nel fusto. Potrebbe essere questo un modo per riutilizzare i terreni inquinati. Anche in questo caso la pianta non andrebbe buttata ma riutilizzata nell’edilizia o nella produzione di olio industriale. Si potrebbero quindi – prosegue Dal Zovo – bonificare i terreni inquinati e allo stesso tempo produrre fonti di materie prime alternative».

«In altre regioni italiane tutto questo è già realizzabile. Rendiamo anche il Fvg una regione sostenibile e apriamo a questo tipo di filiera che può rappresentare un’alternativa valida alle colture tradizionali e un rilancio per una parte dell’agricoltura. Per questo il nostro motto è piantiamola. Ora – conclude la portavoce M5S – chiediamo ai cittadini di contribuire direttamente alla stesura della nostra proposta di legge».

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