Bonus idrico, maggioranza imbarazzante

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Questa storia comincia diverso tempo fa, quando veniamo in contatto con persone in difficoltà a cui è stata interrotta la fornitura d’acqua, interrotta perché la strozzatura delle condotte era stata fatta senza attenzione e la fornitura minima vitale non era stata garantita.

Dalla successiva ricerca normativa emerge un quadro interessante, per legge in Italia devono essere garantiti 50 litri al giorno a persona, quindi la ricerca diventa una mozione che scriviamo tra febbraio e marzo e che viene discussa il 27 aprile in III° Commissione. B11_0036_18 Chiediamo sostanzialmente al Sindaco e alla Giunta di rendere esplicito nei capitolati e affidamenti per la gestione del servizio idrico l’obbligo per il gestore di garantire la fornitura minima, in modo da dare agli utenti più fragili uno strumento concreto di difesa.

Quella commissione è stata particolarmente interessante, abbiamo avuto in audizione il presidente da poco eletto dell’AUSIR, l’Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti, istituita in base all’art. 4 della L.R. 5/2016. Questa è l’Agenzia, di cui sono membri tutti i comuni della Regione, finalizzata all’esercizio associato delle funzioni pubbliche relative al servizio idrico integrato, il presidente è il sindaco di Pozzuolo Nicola Turello, questi in commissione ci ha introdotto il concetto di Bonus Idrico.

Si tratta di uno strumento concreto per aiutare le famiglie in difficoltà. Istituito nel 2016 con Decreto del Presidente del Consiglio ed attuativo in Regione dal primo luglio del 2018, permetterebbe infatti ai nuclei familiari con isee non superiore a 8107,5 € o a 20.000 € se con ameno di 4 figli a carico, di non pagare un quantitativo minimo di acqua, quantificato in 50 litri a persona al giorno. La normativa prevede che le domande possano venir presentate al comune stesso o ai CAF, tutti gli ex capoluoghi di provincia della regione e perfino alcuni comuni minori come Maniago si sono già attrezzati ed hanno iniziato dal primo luglio a ricevere le domande dei cittadini, a Trieste ad oggi tutto tace.

La nostra mozione deve essere ancora discussa in Consiglio (si sono passati 3 mesi tondi) ma è anche trascorso il termine di entrata in vigore del Bonus, così il 16 luglio scorso ho chiesto in Consiglio Comunale all’Assessore Grilli notizie sullo stato di attuazione. 20180701 Domanda di attualità bonus idrico

L’Assessore, rispondendo in aula, ha chiarito che il Comune di Trieste ha affidato la ricezione delle domande ai CAF, non è dato sapere quali, e che questi non sono ancora partiti.

Ma non basta, la normativa vigente consente di stabilire e concedere il cosiddetto bonus idrico integrativo locale, ovvero un’agevolazione migliorativa che può comportare un beneficio aggiuntivo, su questo punto l’Assessore ha ammesso che la Giunta non ha ancora deliberato. Ricordiamo che i termini per aprire gli sportelli decorrevano dal primo luglio scorso su un provvedimento del 2016, quindi non improvviso ne inaspettato, pare evidente che, anche di fronte alla situazione socio economica critica di questa città, questa Giunta non senta l’urgenza di correre in aiuto della popolazione.

Intanto però Roberto Cason della Lista Dipiazza, evidentemente ancora ignaro del corpus normativo vigente, ha pensato di presentare nello stesso consiglio del 16 luglio scorso una mozione urgente, fatta poi propria dalla Giunta, per chiedere l’implementazione del Protocollo che noi avevamo citato nella mozione discussa ad aprile, e potersi presentare alla cittadinanza attraverso i social come salvatore della patria, oltretutto senza realizzare di mettere così in discussione l’operato della Giunta, espressione della maggioranza di cui fa parte.

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