Allo show di Grillo, persone ”cresciute” e pronte a rimboccarsi le maniche

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Pubblicato sul Piccolo del 20/10/2010

L’altra sera in un Rossetti gremito ho assistito ad uno spettacolo particolare, due ore di monologo sono volate in un teatro silenzioso ed attento, con un pubblico pronto a sorridere a Beppe Grillo, ma pronto soprattutto ad ascoltare. Certo sono di parte, ma gli argomenti trattati credo interessino tutti, come interessa il respiro della Terra all’inizio dello spettacolo ed il frastuono delle città alla fine. I bis richiesti a suon di applausi sono stati insoliti, «parlaci del nucleare, del petrolio, dell’economia», insoliti perché lui è un comico. Come è comico il programma delle Iene, dove è stato affrontato in questi giorni il problema della sclerosi multipla. Mi stupisce come i comici e le trasmissioni come Striscia la notizia ed appunto le Iene a volte siano più vicine ai problemi della gente che non le Istituzioni. Mi stupisco un po’ meno quando mi ritrovo al fianco di Beppe dopo lo spettacolo, ed è il Grillo che non ti aspetti: si ferma con noi cittadini per oltre mezz’ora seduto sul cofano della sua macchina ibrida, con i suoi amici infreddoliti per la bora che pazientemente lo aspettano all’interno; ascolta, riceve osservazioni, richieste di aiuto, ma resta lì, pacato e tranquillo, non urla, non inveisce, non dà ricette per risolvere i problemi del mondo, sembra l’amico di sempre, quello raro che siamo fortunati se ne abbiamo uno, ed il suo consiglio principale è che dobbiamo crescere come persone, senza aver bisogno di leader, ma ragionando con la nostra testa, trovando le soluzioni per migliorare ed applicandole, in pratica quello che ogni padre farebbe col proprio figlio, ti dà gli strumenti per crescere e poi ti lascia andare. Così anche noi lo lasciamo andare, ma ci stupisce ancora una volta invitandoci per un caffè l’indomani, per una nuova simpatica chiacchierata.Riguardo adesso con occhi diversi gli spettatori dell’altra sera, che avranno ognuno il proprio pensiero o convinzione politica, ma nella loro attenzione e nel loro silenzio vedo delle persone che sono già cresciute, con problemi e preoccupazioni comuni. Spero allora che questo respiro di pessimismo possa abbandonare il nostro paese e che tutti si rimbocchino le maniche e facciano la loro parte per uscire da questo brutto periodo.

Gianluca Pischianz – Lista Cvica Trieste 5 Stelle

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