“A proposito di Porto Vecchio” Comunicato stampa dd 20 giugno 2012

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Lunedì 18 giugno in Consiglio comunale il Sindaco ha fatto propria una mozione sul Porto vecchio presentata dal consigliere Roberto De Carli.

Il testo contiene una serie di imprecisioni e di inesatte ricostruzioni, nonchè delle richieste che delineano un impossibile quadro giuridico che porterà Cosolini ad intraprendere un percorso illegittimo oppure a non dar
seguito alla mozione appena accolta.

Il testo della mozione è disponibile a questo indirizzo web:
http://files.meetup.com/207586/20120618_mozione_decarli.pdf

Permettetemi alcune considerazioni. L’obiettivo di tutti è (o dovrebbe essere) quello di aumentare il benessere dei cittadini e di portare nell’area triestina attività produttive e commerciali compatibili con l’ambiente. Magari sganciandoci definitivamente dall’assurdo concetto per cui è la crescita del PIL a dirci quanto stiamo bene e siamo felici. Non possiamo però raggiungere questo obiettivo fregandocene della legge, della Costituzione e degli accordi internazionali.

Nella risoluzione dei problemi, esistono sempre due profili: il metodo e il merito.
Ora, nell’annosa questione “Porto Vecchio” il profilo di metodo riguarda la legittimità di un eventuale trasferimento (integrale e non parziale come invece è proposto dalla mozione) del Punto franco in altra parte
della città. Parte della dottrina riconosce la validità di tale ipotesi. A determinate condizioni, però: l’area deve avere pari estensione e deve essere dotata delle stesse infrastrutture. Insomma gli operatori devono esser messi in grado di poter lavorare nelle stesse condizioni.

La domanda chiave quindi è: esiste sul territorio triestino un’area in grado di soddisfare questi requisiti? Ad oggi direi proprio di no. L’unica che potenzialmente (per estensione) potrebbe essere adatta è l’area della
Ferriera di Servola, ma essa dovrebbe venir dotata di infrastrutture in grado di accogliere i concessionari ora operanti in Porto vecchio. Non è quindi possibile parlare di trasferimento del punto franco se non esiste
un’adatta area alternativa. In caso contrario si tratterebbe di un vero e proprio annullamento dei vantaggi fiscali e doganali intrinseci nel regime
di punto franco.

E’ vero, come si scrive in mozione, che il Consiglio di Stato ha ammesso che gli enti locali hanno piena facoltà pianificatoria sull’intero territorio, compresa l’area del Porto vecchio. Ma la sentenza ha anche rimandato al precedente pronunciamento del Tar che a suo tempo, senza dubbio alcuno, ha confermato l’esistenza del punto franco, il dovere di mantenerlo e di rispettare gli accordi internazionali. Quindi Comune e Autorità portuale hanno diritto di adottare e approvare piani regolatori per l’area in questione ma essi devono essere compatibili con la natura stessa del punto franco.

Senza una possibile alternativa dal punto di vista giuridico, viene meno anche la domanda che ci si dovrebbe porre sotto il profilo del merito,
ossia se tale trasferimento porterebbe vantaggi all’economia locale. E se anche si volesse rispondere puntualmente e con cognizione di causa a
questo interrogativo sarebbe necessaria una seria analisi economica che nessun ente locale (Comune e Camera di Commercio, in primis) ha mai avviato. A meno che non ci accontentiamo di alcune favole metropolitane come quella del Parco del Mare.

Paolo Menis

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consigliere comunale di Trieste
gruppo “moVimento 5 stelle Trieste”
lista civica Trieste 5 stelle – beppegrillo.it

2 Commenti

  1. Questa classe politica (sinistra e destra) dopo aver privatizzato i servizi pubblici (regalandoci servizi peggiori e più costosi) ora si lecca i baffi in vista dello scempio del porto franco. Quanti succulenti affari e speculazioni in vista!..Del fatto che a Trieste si possa lavorare e far lavorare non importa nulla a nessuno. Anzi: meglio non avere maestranze operaie o portuali, che magari poi rappresentano un problema.
    Meglio una città vetrina, meglio ancora se su modello cubano anni 50: alberghi, navi, casinò, camerieri, escort e lustrascarpe….

    Vergogna!..ma almeno non vi ho mai votato.

    E spero di andarmene presto da questa città in mano ad una classe dirigente deprimente, falsa e vigliacca.

  2. El punto no xe le interpretazioni della “spostibilità” caro Menis. Te sa benissimo che i argomenti ciave xe altri, e cioè la colossale Speculaziòn Edilizia in cambio de qualche decina de posti de lavoro.

    El porto “vecio” xe nostro, dei triestini. Chi lo ga fatto lo ga destinà ad area portuale e ghe ga dà el privilegio de Porto Franco. Xe cussì da sempre, secondo disposizioni della nostra prima “patria” legittima (ossia scelta da una rappresentanza proporzionale dei triestini) e in seguito dall’ONU.

    Te se rendi conto anche ti dei attacchi che provien dall’Italia al ruolo portuale de Trieste. Te ga a disposizion le continue delibere e stanziamenti italiani in porti più o meno assurdi, più o meno inutili e costosissimi, tignùi in vita da sovvenzioni statali e casse integraziòn bibliche.

    Te sa che qua i vol conzarne el rigassificatòr e che questo stroncassi per sempre le ambizioni de sviluppo portuale.

    Te ga seguì le iniziative del Super Porto de Monfalcon, quelle per el Super Porto de Venezia. Te ga visto che nè la “sinistra”, nè la “destra” nè i “tecnici” xe disposti a investir un euro sui Porti de Trieste ma che ghe fa gola solo le speculazioni edilizie stile “Le mani sulla città”.

    Saria ora che te disessi le robe come le stà, perchè la gente oggi se informa direttamente e la maggior parte dei triestini ga ormai ben ciare le dinamiche attive contro Trieste, el suo ruolo portuale e el “Porto Franco”, che vien visto in Italia solo come un potenziale fattor de concorrenza, da neutralizzar quanto prima.

    Grazie che gavè fatto opposizion, ma no xe indorando la zidela che cambierà qualcossa. Voi gavè anche la possibilità de informàr i “vostri” triestini de come sta le robe, che i se rendi conto tutti, che l’unica risorsa de Trieste xe el porto e i suoi traffici con tutto quel che ghe stà intorno.

    E che se i Porti de Trieste gà dei nemici, questi xe tutti dislocadi dai 180° girando in senso orario i 360° della bussola, compresi i collaborazionisti più o meno nostrani.

    No sarà facile ammeterlo ma xe cussì, no xe altre spiegazioni.

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